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lunedì 28 settembre 2015

Aumenta il divario tra un certo Occidente cristiano e l'Oriente cristiano tradizionale....


Riporto la notizia dal blog "Una Fides". 
Un annuncio di sicuro impatto con il giovane pretonzolo belloccio, barba di tre giorni (tanto per far più "macho"), piuttosto scapigliato per mostrare che lui è un tizio sciolto e sveglio e che se ti fissa è, sì, proprio perché ha scelto solo te (non importa se sei uomo o donna), sguardo da bombardatore di affetto e descamisado (ma con la camicia aperta da una certa altezza in giù) che ammicca chi lo ammira e sembra dire: "Vieni al Management pastorale, magari... mi conoscerai!!!". 
Mio Dio, che mezzucci! Non si discostano in nulla da quelli dell'azienza che in modo più chiaro ancora, ritrae una bellona mentre tiene il prodotto da reclamizzare tra le zinne (messaggio subliminale: compralo e farai la stessa dolce fine di quel prodotto).
Certo non avrebbero mai messo l'immagine di almeno l'80% del clero europeo essendo pubblicitariamente controproducente di cui ecco il modello di media: doppio mento, "panza", calvizia parziale o totale, volto giallognolo, corpo molliccio (magari pure effeminato) e con settanta o più anni sul gobbone!
Il "management pastorale" (notasi l'uso dell'inglese per far "figo") dovrebbe essere qualcosa di simile ai corsi che faceva fare il Berlusconi ai suoi adepti di partito quando veniva loro consigliato come comportarsi, che tono di voce tenere, come presentarsi, come presentare gli argomenti ecc., pur di "conquistare" (alcuni direbbero "raggirare") l'elettorato. 
Immediatamente mi viene in testa san Paisios del Monte Athos che diceva: "Qui da noi a Salonicco alcuni (ortodossi) hanno inventato la teologia pastorale. Ma se noi facciamo dei programmi pastorali che ci sta a fare lo Spirito Santo nella Chiesa?". Il santo non era un ingenuo e sapeva che, più ci si sostituisce all'azione di Dio (che agisce attraverso uomini purificati dalla grazia, non semplicemente attraverso intellettuali che si illudono di poter stabilire dei programmi a tavolino per trascinare la gente in chiesa), più Dio si mette da parte e la Chiesa sfiorisce. 
Ne è ampia prova la crescente indifferenza della gente, nonostante dalle nostre parti s'inventino "Cristoteche" (vedi qui), messe danzanti (vedi qui) e bar nei quali "cantare Dio" bevendo e divertendosi o vedendo programmi sportivi (vedi qui). Ora, per ultima, arriva pure questa novità che non può che lasciarmi freddo. Ci si trasforma sempre più in Marta e di Maria non sappiamo più quale sia la fisionomia e l'utilità, lasciandola incarnare in qualcuno che riteniamo pazzo e che, imbarazzati, confiniamo immediatamente in qualche residua trappa del mondo Cattolico. 
Questi corsi fanno tanto pensare al caso di un ragazzo che segue scrupolosamente delle istruzioni per conquistare una ragazza. Magari ha fortuna fin al momento in cui la ragazza scopre che il suo corteggiatore è... impotente! Tanta tecnica senza sostanza e senza cuore o, peggio, con l'illusione che questa sostituisca tranquillamente la sostanza e il cuore (apparire=essere) è il peggio che possa capitare! Abili parlatori ma dal cuore freddo non servono a nulla e il cuore, diceva san Seraphim di Sarov, diviene caldo solo se vive nell'atmosfera di Dio (non nelle teorie libresche, fossero pure religiose!). Questo spiega perché un tempo gente ignorante (penso al famoso curato d'Ars in campo cattolico) riusciva laddove persone forbitissime non arrivavano. E, d'altra parte, è la mia stessa esperienza: un pievano quasi incapace di fare un'omelia ma con una bell'interiorità mi ha lasciato più segno di uno capacissimo di parlare ma spiritualmente frigido.


Che si scappi dalle chiese è oramai così evidente
che pure un fumetto di Ratman ci ironizza su.
Nell'Oriente cristiano, intanto, affascinati dall'efficientismo e dalle apparenze occidentali, si sta pian piano cadendo nella medesima trappola con cui si equivoca l'essere con l'apparire. Le radici cristiane, quelle vere, che poi sono radici mistiche, si perdono sempre più. L'unità delle Chiese che si prospetta odora sempre più di unione nella comune decadenza, non nella santità ... Ecco perché non riusciamo a capire come mai 12 apostoli abbiano avuto così successo, contro migliaia di operatori pastorali che, alla fine, fanno scappare gran parte della gente.

20 commenti:

  1. Ho mostrato questa pubblicità ad uno studioso di messaggi subliminali. Risposta: la pubblicità è molto subliminale: con la camicia aperta ad altezza sesso e la posizione come dire "mi offro". Poi.... non ci vengano a dire che i maliziosi siamo noi!

    10 Giorni fa ero a Roma. Ad un certo punto a borgo Pio sento tre persone che confabulano accalorate di IVA e di investimenti. Immediatamente ho pensato a tre ragionieri o banchieri. Mi superano. Li vedo. Erano tre preti e certamente l'IVA non sarà stata un'improbabile sant'Iva vergine e martire. Ragazzi miei, siamo proprio alla frutta!

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  2. Complimenti per la "semplicità" (in senso più che buono) ed acutezza. Ringrazio idealmente Selvaggia Lucarelli per avermi "fatto conoscere" questo blog.
    Personalmente la prima cosa che ho notato sono state le "corna" subliminali là sopra :(.

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    1. La ringrazio sentitamente. Devo aggiungere che non mi fa piacere ironizzare in questo modo e prendermela con il clero che ha una vita assai grama, oggidì, al punto che se negli anni '80 un neosacerdote andava in crisi dopo 15 anni, oggi entra in crisi dopo solo 1 anno. Tuttavia spero che, come lo ha capito lei, lo capiscano anche altri: si tratta di mostrare un cancro che sta mangiando tutto al punto che le nuove generazioni non si rendono neppure più conto di cosa sia la Chiesa in senso genuino. Ormai Chiesa=clericalismo nel senso più bieco del termine, al punto che i pochi casi luminosi sembrano inesistenti.

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    2. Beh..c'è pure il marchio.. le corna... più chiaro di così...
      Ioannis

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    3. Che siano corna o meno quel che è certo è che in diversi ambienti "religiosi" è entrato uno spirito che nulla ha a che vedere con la religione in senso generico e con la rivelazione evangelica in senso specifico.... Evidentemente qualcuno li consiglia male...

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    4. Non sottovaluterei il marchio di fabbrico. Se è entrato uno "spirito" che nulla ha a che vedere con l'Evangelo lascio a Lei dedurre di che natura sia quello "spirito". Vengon consigliati non male ma nel male, e soprattutto manipolati. La pubblicità è veicolo di messaggi satanici veri e propri e seppur ingenuamente, costoro si affidano a questi per elaborare delle strategie pubblicitarie (e che è Cristo un prodotto da vendere al supermercato, tra tanti altri) li vede anche Lei i risultati. Nulla è lasciato al caso e quelle corna hanno un senso ben preciso.
      Ioannis

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  3. Ironizzare sul clero non fa piacere a nessuno, ma è ormai necessario che si faccia una gran scrematura. Se l'ironia può servire, dunque, ben venga. Comunque questo disgraziatissimo "management pastorale" ha colpito l'attenzione di molti, ben più della media.

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    1. Attenzione a non pensare a questi fatti come a "colpi di testa" di qualcuno. Questi sono le punte emergenti di un iceberg che dimostra chiaramente l'assurda eppure reale mancanza di senso di soprannaturale di moltissimi ambienti cristiani in Occidente. Non voglio certo sparare sui preti (poiché i laici non sono messi meglio) ma è un dato di fatto che gran parte del clero oramai è in una condizione almeno potenzialmente agnostica. E i frutti si vedono ogni giorno... Certo che così non si farà molta strada, perché non ci si nutre con le foto del cibo o con il suo odore....

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  4. Vedere come la Chiesa (che dovrebbe essere il Corpo Mistico di Cristo, la Sua Mistica Sposa) si sia adeguata a logiche completamente umane, si sia adagiata nel Mondo cercandone il plauso e sperando in tutti i modi di ottenerne il consenso...alla Pastorale si sostituisce il Management, come se si parlasse di una qualunque Società Per Azioni, alla ieratica Liturgia abbiamo sostituito una sottospecie di merenda dove siamo tutti amici e in cui poco rimane della vera Pax Domini, e dove la Presenza Reale non è che un astratto e bizzarro concetto... Abbiamo ormai perso la capacità di guardare in Alto verso Cristo, Unico vero Motore della Vita della Chiesa, preferendo una gloria puramente mondana, della quale passata questa vita terrena, non resterà nulla. Ci siamo chiusi al soffio del Paraclito e al posto di invocarlo nelle decisioni più importanti in materia di Fede o di Morale, preferiamo dare ascolto alla pancia e alla volubilità di un opinione pubblica sempre più ignorante, e della cui ignoranza siamo responsabili anche noi che spesso per debolezza o paura seguiamo il mondo anzichè la Retta Via, rinunciando a svolgere una seria opera di annuncio della Fede. Finchè continueremo a guardare al Mondo dimenticandoci di Cristo, della Sua Parola, della Tradizione Apostolica le cose non cambieranno...è proprio vero "larga è la via che porta alla perdizione". Mi perdoni per questo sfogo sig. Piero, ma veramente, dopo questo articolo non sono più riuscito a trattenermi, chiedo scusa se inoltre questo mio commento è un pò confuso e mal articolato, ma l' ho scritto proprio di getto. Le volevo fare i complimenti per questo blog, davvero bello e interessante (uno dei pochi che si sforza di vedere le cose in modo obbiettivo senza farsi prendere da facili sentimentalismi o isterismi), continui così! L' ammiro davvero.

    Cattolico Latino

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    1. La chiusura allo Spirito, è tutto qui il problema (e non è davvero poco!). Un sacerdote recentemente diceva che lo Spirito santo è la "coscienza personale" e, in un contesto molto umanistico, se gli altri ncora non lo dicono così chiaramente di certo lo pensano o pensano semplicemente alla terra. La realtà è che questo tipo di religiosità è molto peggio di uno scisma o di una eresia. È un "nulla" con parvenze religiose. E se alla Lateranense sono tranquilli, quando diffondono questi messaggi pubblicitari, significa che tutto è stato consumato e sanno che quasi nessuno oramai protesterà. Non sono ingenuo: capisco che ci vuole anche una certa formazione "tecnica". Ma oramai in troppi settori ecclesiali si ha veramente sostituito quella allo Spirito. A quel punto le chiese non possono che essere "vuote di Spirito" e tutto il resto segue come logica coerenza vuole.

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    2. Sulla "formazione tecnica": ovviamente non è male in sé se un prete ce l'ha. Ma non capisco perché, molto più semplicemente, nelle comunità certe responsabilità non dovrebbero essere gestite dai laici, con il parroco che fa solo il pastore. A parole son tutti contro il clericalismo, richiamando i laici a maggiori responsabilità - giustamente - e poi si promuove l'idea che il prete svolga compiti tolti alla sfera dei laici. Un cardinale recentemente ha mostrato il proprio sconcerto a proposito di una Chiesa in cui i preti vogliono fare troppe cose da laici, mentre i laici vogliono fare cose da preti. Un pasticcio totale.

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    3. Un pasticcio nel quale nessuno porrà rimedio perché toccare l'assetto attuale, nel quale i chierici - dietro una parvenza di "dialogo" e di "ascolto" con i laici - hanno l'unica parola che conta, significa diminuirne il potere, cosa odiosa a loro stessi.
      A parole, dunque, si dice di tutto e di più. A fatti non si fa nulla e non si farà nulla!
      La "formazione tecnica" a cui allude lei - tra cui conoscenze di psicologia spicciola con cui mettere a proprio agio i laici - è cosa che si fa pure nelle aziende. Costoro hanno preso di peso tutto dal mondo, pure questo, senza avvedersi che solo la cosiddetta "vita nello Spirito" ha senso nella Chiesa. Ed è solo con quella che ci si accorge che pure certi umili laici, che vivono la fede, potrebbero dire veramente qualcosa alla Chiesa- Ma questi chierici - prelati in primis - sono troppo pieni di loro stessi!

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    4. Non solo. Visto che con il mondo aziendale ho a che fare quotidianamente... La "formazione tecnica" è una cosa buona e necessaria; ma anche in quel mondo dove la cosa ha senso ha iniziato a diventare una specie di tecnicismo fine a sé stesso. Sembra che qualcuno abbia deciso di scrivere una serie di Grandi Manuali Delle Cose Pratiche Della Vita, a cui tutti devono rifarsi per affrontare il minimo problema, quando spesso basta il buon senso. Per non dire che non tutte le cose pratiche sono sempre quantificabili. Per cui, è già una degenerazione nel mondo laico, dove andrebbe già contrastata per sé.

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    5. Nella Chiesa l'ordine delle cose è differente da quello del mondo. Lo vediamo già "in nucem" nel "capovolgimento" rispetto al mondo che opera lo stile di Cristo. Per secoli i monasteri hanno coltivato la cultura e una certa formazione umana, si pensi all'alto medioevo, ma quanto primeggiava non era quella ma la sequela e la conformazione a Cristo. Detto diversamente, se il cuore non vive, se l'uomo non ha pietà, amore e fede, a nulla vale conquistare il mondo poiché ha già perso la sua anima (per dirla evangelicamente). Oggi si punta sulla formazione tecnica (soprattutto nel mondo del lavoro) ma il profilo decisamente umano è messo da parte (o dato colpevolmente per scontato). La Chiesa rappresentata in queste scelte criticabili non solo non si pone come vera alternativa (ad un tecnicismo vuoto d'anima) ma corre il serissimo rischio (e secondo me ci cade pesantemente) di sostituire l'apparire con l'essere.
      Ho visto fin troppe volte gente che, sapendo apparire, veniva promossa agli ordini sacri quando, in realtà, erano assai poveri. Quindi a me questo fumo negli occhi non inganna più.

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  5. è semplicemente sconsolante una riduzione tale a una logica da pubblicità artefatta. Che forse ci si stia avviando a quanto Quinzio preconizzò nel "Mysterium iniquitatis"?

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    1. Questo vuol dire che bisogna saper stare in piedi sulle proprie gambe (religiosamente parlando), non affidarsi a pesone che stanno divenendo sempre più vuote dentro (e lo vediamo, tra l'altro, da quanto eco si circondino con questa e altre pubblicità).

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    2. Persone che purtroppo sembrano moltiplicarsi a dismisura, accrescendo la vuotezza farisaica che ci fa avvicinare sempre più ( Dio non voglia!) alla tetra profezia di Quinzio, che, seppur prendendo spunto da una profezia che io, intenzionato a divenir filologo, non reputo autentica, ritrae un inquietante ma ben plausibile ( o forse in atto?) processo di declino.
      "Ahi gente che dovresti esser devota" scriveva la nostra più grande penna, con parole di tale valore da essere corrette oggidì, tu uomo (che ci sei?) che dovresti lottare per divenire un Altro Cristo ( come Lei, Pietro, ha messo in risalto in un suo precedente post), ti abbassi a una pubblicistica imbrattata di parole di quelle inglese che oggi fa tanto "figo" (e pensare che chi scrive apprezza l'inglese) contornata da una "bell'immagine" di uno che, toltogli giusto il collarino bianco, nulla più appare che uno di quei modelli ( insopportabili, aggiungo io) che pullulano e infestano la nostra civiltà. D'altronde è dai tempi di Isaia profeta che si dice che solo una minoranza si salverà: che gli altri che non si vogliono rendere conto tengano chiusa la porta, noi scuoteremo la polvere dai nostri calzari. Ringrazio per aver trovato una persona come lei, Pietro, che a un elevato e attento spirito critico sa unire valori saldi, chiari e radicati: ce ne fossero di più!
      La saluto, ci risentiremo
      Luca C. da Fano ( e scusi se non ho firmato il precedente post, un po' di timidezza).

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    3. La ringrazio ma qui non si tratta di porre l'attenzione su di me ma sulle cose che dico, non perché le dico io ma perché potrebbero realmente funzionare ed essere utili per orientarci e uscire da questo pantano... D'altronde io stesso se mi pongo come metro a tutto perdo di vista la misura che ci è stata data dalla rivelazione che semplicemente mi limito di ricordare. A quel punto pure io divengo uno dei tanti venditori di fumo ...

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  6. Mi scuso in anticipo se le ho dato impressione di enfasi eccessiva: visto che anche io ho a cuore che il messaggio di Cristo sia il messaggio di Cristo, chiunque sinceramente si sforzi per questo mi fa non disperare. Cordiali saluti e scusi il disturbo. Luca C

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