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lunedì 28 settembre 2015

Chiesa trasfigurata


In questo post spiego un disegno sulla copertina di un disco in vinile 33 giri di canto serbo bizantino. La parte del disegno da me riprodotto è quanto mai significativa. Devo dire che il tempo in cui acquistai questo disco il disegno mi pareva piuttosto incomprensibile. Oggi non è più così.

L'artista ha voluto mostrare attraverso dei ripetuti segni grafici che cose e personaggi sono in movimento, in una specie di danza rituale. All'estrema destra vediamo il diacono con in mano l'oràrion (la stola diaconale) il quale sta facendo un profondo inchino. I segni ripetuti sopra di lui mostrano il movimento della sua persona e/o di altri diaconi assieme a lui.
Qualche altra figura è immobile, come il sacerdote benedicente all'estrema sinistra e la figura di san Giovanni Battista verso il centro.
La parte più interessante è, invece, al centro stesso.
Si vede un monaco che, con la croce sulle spalle (per crucem ad lucem) è in procinto di attraversare la porta d'ingresso della chiesa (che rappresenta il Regno dei cieli). Dalla porta esce un'energia luminosa che lo attrae e che egli evidentemente non può non sentire.
Il santuario è circondato da fiamme inestinguibili che non bruciano (come il roveto ardente dell'antico testamento). Esse simboleggiano la presenza divina. La chiesa stessa, come edificio materiale, è circondata da molti segni grafici al di sopra di essa: l'artista vuole indicare che l'edificio "danza", si muove come il diacono o i diaconi all'estrema destra, poiché la presenza divina in essa infonde una misteriosa ma reale vita ad ogni elemento materiale che la compone.

Questo tipo  di concezione fortemente sacrale di chiesa è oggi persa, in Occidente, poiché, come il post precedente ha ampiamente dimostrato, c'è il trionfo di un particolare pauperismo nichilista la cui vera radice è ateistica, cosciente o meno che sia.

Il senso spirituale della viva presenza divina che fa vibrare pure la materialità di una chiesa è semplicemente una favola, per l'ateo devoto occidentale (1) e questa mentalità ha purtroppo intriso fino alla radice buona parte del clero occidentale per il quale delle chiese in gran parte simili a garages non pongono alcun problema. In questo caso la religione muore e nulla la può fare risorgere poiché si è inevitabilmente trasformata in qualcos'altro. Come vediamo, siamo ben più a fondo di una semplice crisi o scisma nella Cristianità occidentale odierna (2). Purtroppo, siamo in una sua avanzata fase tumorale. E come ogni cellula tumorale assale le rimanenti cellule sane, così oggi chi ha un pensiero patristico e tradizionale sulla Chiesa e sul Cristianesimo è letteralmente maltrattato dalla mentalità degli atei devoti (laici o chierici che siano). Gli atei devoti, oramai, creano un vero e proprio magistero che da parallelo è divenuto sostitutivo di quello tradizionale. Questo certamente con la connivenza e la passività di buona parte del clero (3).

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1) L'idea che Dio non si implica con la sua forza ed energia nel cosmo ha la sua radice nella presentazione tipicamente aristotelico tomista di Dio quale semplice "atto puro" che agisce nel cosmo solo attraverso realtà create, non con la sua stessa presenza. Quest'idea filosofica di Dio ha contribuito a portare, senza che lo si volesse, al'idea di un Dio staccato dal creato rendendo quest'ultimo indipendente dal Creatore. All'estremo di questo pensiero si situa, dunque, l'ateo devoto odierno per il quale la dottrina cristiana antica non è altro che una favola. 

2) Di crisi o scisma del Cattolicesimo si parla a proposito delle posizioni opposte tra prelati riguardo le posizioni morali sul matrimonio e sulle nozze dei gay, come se il Cristianesimo fosse solo una preoccupazione etica. Non ci si avvede, purtroppo, che ben a monte della morale ci sono troppi presupposti dati per scontati che hanno vacillato da tempo. La morale non è che l'estrema conseguenza di presupposti (pure più importanti) trascurati e dinnanzi ai quali i prelati hanno dimostrato di manifestare quasi una totale indifferenza (la crisi della liturgia, della dogmatica, l'assenza della spiritualità, ecc.). La morale, senza questi presupposti, decade velocemente in moralismo e il moralismo si muove solo nell'immanenza. Ancora una volta notiamo come quest'ambito ecclesiastico sia fortemente antropocentrico e immanente, il che lo taglia inevitabilmente da un reale contatto trascendente e strozza qualsiasi slancio genuinamente religioso. Per questo quando certi prelati parteggiano e altri contrastano la questione gay io semplicemente mi innervosisco: sono entrambi prigionieri di uno stesso e identico schema mentale, per quanto apparentemente militino su campi opposti.

3) Senza voler scandalizzare i benpensanti, posso dire che papa Francesco volendo a tutti i costi piacere a Scalfari, oltre che passivo e connivente finisce per divenire collaborazionista? Il magistero di Scalfari, per certi versi, sembra sostituire quello cristiano. O, detto diversamente come riferiscono certi sacerdoti infastiditi da quest'andazzo: "D'ora in poi per conoscere la posizione della Chiesa cattolica leggeremo La Repubblica, non più l'Osservatore Romano". Sono i pasticci della "Chiesa di Francesco" ...

4 commenti:

  1. gentile pietro le chiedo ma per fermare questa crisi ,un nuovo papa, se volesse potrebbe ritornare alla messa tradizionale o almeno riformare in chiave tradizionale il novus ordo la ringrazio
    p.s secondo lei perché bxvi che liberalizzò l antico rito non celebrò pubblicamente con esso, forse perché avrebbe messo in discussione il concilio vaticano 2 ?grazie
    fabio
    fabio

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  2. Sono domande che non tengono conto di una questione elementare: i vescovi e i sacerdoti vengono a loro volta dai laici e se questi ultimi si sono a lungo secolarizzati finendo per secolarizzare i primi, cosa si spera di ottenere? Ammesso pure che arrivi un papa realmente evangelico (non apparentemente!) o un vescovo evangelico, chi verrà da esso governato e sarà secolarizzato farà di tutto per rendergli impossibile la vita. Si racconta che san Benedetto fu chiamato a fare l'abate di un monastero rilassato e i monaci, conosciuta la santità del loro nuovo abate lo cacciarono perché non volevano essere lui sottomessi e volevano continuare l'andazzo di prima. Ora è tutta la Chiesa occidentale (e probabilmente parte di quella orientale) in questo stato. Cosa fece san Bendetto quando, addirittura, tentarono di avvelenarlo? Se ne andò e fondò una nuova comunità con religiosi realmente ben formati (da lui) e sottomessi. Non c'è altra via. Gli ambienti in via di putrefazione (ce ne sono abbastanza anche dalle mie parti!) vanno lasciati putrefarre. Non si può far più niente. Bisogna lasciare che i "morti seppelliescano i loro morti", non perdere tempo ed energie ed andare altrove. Solo così si avrà un poco di pace interiore. In altri termini, io non spero che un nuovo papa risistemi i problemi dell'Occidente. Mi basta che i miei problemi - che l'Occidente può crearmi - possano avere una cura e una medicina da quache parte. E questo è l'unico essenziale che veramente conta!

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    Risposte
    1. Condivido e vorrei domandare "una medicina da qualche parte": dove?

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    2. Il fine del blog è quello di fornire dei mezzi di discernimento da porre sul campo operativo, non di dare degli indirizzi o di fre proselitismo. Io non posso dire ad una persona, vai da quella parte perché il nord è di là. Cercherò di dargli in mano una bussola e poi lui, facendo esperienza della strada, troverà il nord che cerca. Questo anche perché dietro l'angolo c'è sempre qualche malevolo che approfitta delle situazioni o per accusare o per dire "vieni da me" (come farebbe la concorrenza sleale tra negozianti). Poi se uno ci cade e rimane deluso che si fa? So di gente che si era messa nelle mani di certi preti nei quali speravano trovare luce e salvezza (tanto per dirne una) e ne sono usciti atei. Io voglio evitare tutto questo.

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