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venerdì 2 ottobre 2015

Il clericalismo montante nel Cristianesimo ortodosso

A "lo Stato sono io!", di Luigi XIV,
oggi certi alti chierici dicono:
 "La Chiesa sono io!". 
(Nell'immagine Luigi XVI)
Mi sono già sovente intrattenuto sul clericalismo identificandolo come un male di non minore entità rispetto al laicismo. Ho anche accennato allo strano fenomeno di questi ultimi decenni in cui, in determinati luoghi dell'Oriente cristiano, sta emergendo un forte clericalismo, imitando un fenomeno storico avvenuto secoli fa nell'Europa occidentale. Tutto questo per il cristianesimo ortodosso è assai strano: l'identità tradizionale della Chiesa in Oriente ha equilibri normalmente differenti che discendono direttamente dall'antichità cristiana. Questo è molto strano pure da un punto di vista cristiano in generale e quindi lo stesso mondo cattolico lo ha sovente analizzato nel recente passato.

Ebbene, quanto sto sostenendo ha ricevuto ultimamente un ulteriore conforto: un docente dell'Istituto san Sergio di Parigi, articolista e teologo, in una recente intervista lo ha espresso in modo chiaro, seppur sintentico. Propongo in traduzione i passi più interessanti di quest'intervista (rinvenibile qui) e un mio finale commento.

Jean-François Colosimo: “Credo che quando si osserva la natura della crisi che spiega la situazione attuale dell'Istituto san Sergio, [...] è il combattimento dell'Istituto su una nozione fondamentale: quella della libertà dell'insegnamento e della ricerca teologica. All'origine l'Istituto san Sergio era l'unico istituto del mondo libero. Contemporaneamente il mondo slavo giaceva sotto il comunismo, l'ortodossia greca era agitata da tutte le questioni relative alla situazione non solo della stessa Grecia (guerra civile, regime dei Colonelli, ecc,) ma pure della questione turca e la cristianità araba era sotto regimi autoritari. In questo periodo profondamente scuro, l'Istituto san Sergio tenne alta la fiaccola della libertà della teologia ortodossa al punto che proprio qui sono uscite le personalità più importanti di allora: p. Florowsky, p. Alexandre Shmemann, p. Jean Mayendorff. […] Questa libertà è oggi minacciata nel mondo ortodosso da uno spirito totalmente regressivo e clericale. […] Oggi essere all'altezza della nostra eredità non è, come alcuni pensano di fare, accumulare lauree ma manifestare un'intelligenza vivente della nostra fede. In coloro che collezionano lauree c'è qualcosa di strano, è come collezionare onorificenze nella Chiesa: archimandrita, arcivescovo, vescovo, ecc. Tutto ciò è ai nostri occhi condannabile (1). Cos'è l'Ortodossia vivente? È il vangelo di Cristo! Come può esser ricevuto dai nostri contemporanei? Andando senza paura verso di loro”.

Questo passo non è che una parte di una lunga intervista. Sottolineo quanto segue:

a) la libertà d'insegnamento non è dire quello che si vuole indipendentemente da vincoli ben precisi stabiliti dalla rivelazione e dalla tradizione. La libertà è la capacità di poter riflettere senza ricevere delle imposizioni prestabilite, come se, nel Cristianesimo, lo Spirito santo potesse interessare solo alcuni e non tutti.

b) La riflessione teologica è un'attività indispensabile anche nel singolo credente (questo blog, nel suo piccolo, stabilisce una riflessione teologica!) poiché con essa si cerca di capire cosa succede attorno a noi e come dobbiamo orientarci per incarnare nel modo migliore il messaggio cristiano oggi.

c) Quest'attività è corale: tutti nella Chiesa possono e dovrebbero farla perché tutti sono importanti.

d) Viceversa oggi esiste uno spirito regressivo e clericale: nelle Chiese ci si accontenta di “ricette” semplicistiche e preconfezionate e ci si affida totalmente al clero come se i laici non avessero alcuna dignità e diritto di voce nella Chiesa. Il clero, a sua volta, tende a ritagliarsi uno spazio sempre maggiore e ad emarginare, ritenendola irrisoria, l'opinione dei laici.

Ecco che un'intera Chiesa scivola inesorabilmente e dolcemente nel clericalismo. Le conseguenze, che o prima o poi emergono, sono nefaste.

Viceversa, in luogo di una chiusura narcisistica su se stessi, con il gusto di collezionare lauree e onorificenze ecclesiastiche, l'essenziale della Chiesa è la vita in Cristo. I lontani desiderosi di autenticità non attendono altro dai credenti!


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(1) Lo si capisse, una buona volta! Chierici sia cattolici che ortodossi sono accomunati da questa vera e propria libido. Ho conosciuto persone di entrambi gli schieramenti totalmente stressati e incattiviti verso il prossimo perché non arrivava la bramata promozione. "Quando sarà, quando sarà???", diceva un chierico ortodosso attendendo questa "medaglia al petto". Al che io gli rispondevo: "E quando sarai vescovo, se lo sarai, a cosa aspirerai dopo, visto che hai ottenuto 'tutto' dalla vita? A diventare patriarca? Non avendo più un premio superiore che farai? Penserai che la tua vita sia divenuta un'eterna noia?". Sono atteggiamenti che io, sinceramente, non riesco a capire. Invece di cercare il "volto" di Dio nella propria vita si cerca una medaglia da mettere al petto da mostrare a tutti per dire "sono qualcuno!". È qualcosa di totalmente insensato e rivela una mentalità molto ristretta e provinciale. Pur di arrivare ad averla ci si può servire veramente di tutto, di cose "lecite" e di cose "illecite" ....

Un altro, attualmente vescovo, argomentava con un certo orgoglio: "Quando ero diacono avevo i soldi per comperarmi un gelato, da prete avevo i soldi per comperarmene due. Ora da vescovo ho i soldi per comperare tre gelati!". Buonanotte: i gradi del sacerdozio danno la possibilità di espandere la propria possibilità economica, questo è l'importante!!! Sono cose da pazzi. E si tenga conto che questa gente oggi ha degli incarichi nella Chiesa! Ovviamente costoro sono come la formichina che ha paura che il filo d'erba le faccia ombra: tengono i loro ambienti ad un bassissimo livello culturale e spirituale perché qualcuno non scopra la loro piccineria e, ovviamente, emarginano le personalità di un certo spessore colpevoli solo di avere una mente e un cuore più grande del loro.

4 commenti:

  1. Basta riferirsi a tanti Santi o Padri Teofori che quando li si voleva investire di qualche carica, cercavano di defilarsi o l'accettavano di malgrado e appena potevano sbarazzarsene tornavano a ritirarsi il più possibile dalla mondanità.

    Ioannis

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    1. Appunto! Da qui vedi come anche il mondo ortodosso, in diversi suoi ambienti, si sia allontanato da quest'autentica tradizione! Quello che rimane è il clericalismo e il credersi dei "super man" solo perché si è archimandriti o metropoliti.... La gente comune quando vede questo ride e quelli manco si accorgono!
      Un prete greco diceva ad un suo collega (italiano convertito): "Non prenderti troppo sul serio! Non vedi che la gente comune quando ci vede passare per strada si tocca i genitali? Che ti credi di essere?". Aveva ragione, ma oramai questo buon senso si sta perdendo.... Si credono dei super man e ci credono pure chiudendosi a riccio come fanno molti chierici cattolici che vedono solo loro stessi .... Povera Chiesa!

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  2. Meno male che ci sei tu, vigile e pronto ad eviscerare il marcio che si nasconde nella Chiesa, da vero censore!
    E del tuo marcio non ne parliamo?
    IPOCRITA!!!

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    1. Faccio osservare che i miei commenti, che evidentemente partono da un punto di vista cristiano, attingendo pure ad elementi storici e agiografici, non ledono le singole persone (con nome e cognome). Mi limito a segnalare i COMPORTAMENTI che evidentemente sono problematici, comportamenti NON PRIVATI ma pubblici che, quindi, hanno una ripercussione su tutti.
      Lei nella sua osservazione non comprende tutto ciò e, infastidito, non pone delle argomentazioni su un terreno neutro ma passa all'attacco personale, dando l'impressione ai lettori che io abbia una dubbia onorabilità sul piano privato e, dunque, debba tacere.
      Ne prendo atto ma le ricordo che questo è un comportamento perseguibile dalla legge.
      Se ne assumerà tutte le conseguenze.

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