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giovedì 3 dicembre 2015

Azione sacra


È probabile che alcuni conosceranno già questo video. Nonostante ciò lo ripropongo perché mostra, eseguita con gran cura, la Messa pontiticale nel rito romano tradizionale. Questa liturgia, propria alla Chiesa di Roma, presenta molte parti antiche e alto-medioevali. Si presenta come una vera e propria azione sacra. Qui non vedo alcuna dispersione dello spirito, alcun teatro in senso deteriore, tutto è posto in modo sintetico ed efficace. L'atmosfera è quella delle antiche liturgie. Quest'atmosfera oggi non si riscontra quasi più. Una sola domanda retorica: con qual cuore leggero la Chiesa di Roma ha potuto spogliarsi di tutto ciò?

12 commenti:

  1. Pensare che Bergoglio ha definito il Summorum Pontificum una "concessione per nostalgici" e l'ha proibita ai Francescani dell'Immacolata.. tanta tristezza. Segno anche questo di decadenza e prossimità della morte per il Cristianesimo Occidentale.. al massimo ne rimarrà un sincretismo cattolico-protestante..

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    1. Per apprezzare veramente la liturgia antica bisogna avere una sensibilità spirituale perché è con quella che è stata fondata. La liturgia bizantina non è bella perché è in greco e quella romana antica non è bella perché è in latino. Queste liturgie hanno un loro fascino perché sono una sequenza di azioni orientate a Dio e preoccupate di Dio. Tutto ciò, in qualche modo, si respira nell'aria, lo si sente dall'atmosfera che esse creano.
      Ovvio che culturalmente possono riflettere un mondo a noi lontano, che forse la Bibbia non lo riflette? Ma con ciò se non si abolisce la Bibbia è per lo stesso motivo per cui non si dovrebbe abolire un culto antico e venerabile: perché trasmette una "comunicazione" con l'Al di là, seppur nellle modalità sue proprie.
      Le liturgie odierne, invece, sono preoccupate degli uomini, sono "psicologizzate", per questo non aiutano a sollevare lo sguardo in Alto. E i frutti si vedono...

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  2. Si noti, inoltre, come in questo video l'altare in pietra assuma una forte valenza simbolica, come sia incensato, venerato, circondato. Pare evidente che senza di questo non si può attribuire un culto eucaristico. In questa liturgia tutto ciò è chiaro. Quanto, al contrario, non lo è affatto per le liturgie moderne. I due culti non sono realmente la stessa cosa.

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  3. Scusi, ma non capisco questa frase:" Ovvio che culturalmente possono riflettere un mondo a noi lontano, che forse la Bibbia non lo riflette?". Fino a " a noi lontano" va bene, ma il "che"a cosa si riferisce? Il " lo" a cosa si riferisce? E perchè il punto di domanda? La frase dopo la virgola è del tutto incomprensibile e non legata alla precedente.

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    1. Lo stile dello scrivere non è affatto quello del dialogo.
      Sta di fatto che, per non sostare troppo sul blog, finisco per avere un linguaggio parlato anche nello scritto.
      Se, da un lato, la ringrazio per le sue osservazioni (CHIUNQUE deve sempre migliorare), dall'altro la prego di non formalizzarsi troppo.
      Non sto facendo un'opera di alta letteratura e, nel caso in cui lo volessi, riscriverei tutto con cura e attenzione.
      Mi conforta (ma evidentemente non ne cerco una scusa) quanto segue.

      San Gregorio Palamas che, per altro, aveva ricevuto un'alta formazione intellettuale, essendo obbligato a scrivere per difendere la pratica dei santi esicasti, veniva riproverato da alcuni che, come lei, notavano uno stile non consono a quello letterario.

      Il santo rispondeva che era in grado di scrivere meglio e ne avrebbe avuto i mezzi. La battaglia che stava conducendo, tuttavia, lo obbligava a passare su tali dettagli per puntare diritto all'essenziale.

      Un altro caso un po' simile fu registrato da Agostino d'Ippona nei riguardi di Ambrogio. Agostino, formato in termini culturalmente molto raffinati, rimase deluso dai primi sermoni ambrogiani uditi, poiché gli parevano piuttosto rudimentali.
      Alla fine, però, fu la forza sottesa a quei discorsi, "vestiti" anche rudemente, che prevalse.
      La cultura raffinata è cosa che affascina pure me, bene inteso. Ma ci sono cose che contano di più. Non a caso san Paolo dice che la lettera porta alla morte ma è solo lo Spirito a portare alla vita!

      Alla fine, se si porge una minestra ad un affamato con un cucchiaio di legno lo si sfamerà ed è quello ad essere importante. I cucchiai d'oro possono anche esserci ma, per riempire uno stomaco, non sono essenziali!

      Era tipico dell'omiletica barocca (anche se non di tutta) stordire l'uditorio con una magniloquente retorica dietro alla quale non c'era nulla. Il mio mondo non è quello!

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    2. " Ovvio che culturalmente possono riflettere un mondo a noi lontano, che forse la Bibbia non lo riflette?".

      Chi tra gli altri lettori non capisce questa frase?

      Il suo significato è presto detto: "[Le liturgie antiche] ovviamente possono riflettere un mondo distante dal nostro; la stessa bibbia, forse, non ha la medesima caratteristica di riflettere un mondo e una mentalità antica attualmente inesistente?".

      L'espressione su riportata è colloquiale, quella sotto specificata è letteraria.

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  4. La mia non era una critica su stile letterario e colloquiale. Per me può anche scrivere in dialetto che mi va bene. Chiedevo solo di spiegare una frase contorta che non capivo, tutto qua. Non c'era bisogno che la buttasse in polemica, bastava che correggesse un paio di pronomi, senza pubblicare la mia osservazione.

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    1. La prossima volta sarà così ma tenga conto fermamente che questa non è polemica. Approfitto del caso per chiarire le cose ai lettori, dal momento che far leva sulla forma per affossare il contenuto può essere la tentazione di qualcun altro (non penso di lei). È un po' - perdoni il paragone politico - come quando un noto e corrotto personaggio fu condannato e immediatamente qualche testata giornalistica se la prese con i calzini azzurri del giudice che lo condannò....

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  5. Questo è probababilmente il miglior film disponibile su internet sulla Messa romana, seppur essa sia eseguita secondo il rito del 1962, in cui molti elementi tradizionali erano stati già trascurati.

    Il percorso verso il suo abbandono ha una lunga, secolare, storia. Già nel Duecento papa Nicolò III soppresse la liturgia romana antica, quella utilizzata dai papi e non mescolata con elementi di origine gallicana; poi nel Cinquecento l'erezione della Congregazione dei Riti mise la liturgia sotto il controllo di una commissione burocratica; nel 1911 Pio X utilizzò i suoi poteri papali per abolire l'ordine tradizionale dei Salmi; e infine Pacelli e Montini distrusero quanto ancora rimaneva. Perché tutto questo? Se mi permette, propongo due fattori che, seppur non spiegano il fenomeno nella sua complessità, furono di sicuro fra le cause che lo scatenarono:

    1) La centralizzazione attorno alla figura del papa. Seppur sono cattolico e riconosco il primato del vescovo di Roma, credo che qualunque persona che studi un po' la storia della Chiesa si renderà conto che la sempre più centralizzata monarchia pontificia è palesemente eccessiva. Infatti tutte le riforme liturgiche del Novecento vennero imposte dall'alto e accettate in quanto volontà del papa. Quindi quando un pontefice si mette al posto del Signore ("la tradizione sono io") succede quanto avvenne nel regno di Pio XII, un papa che nella Mediator Dei (così lodata da tanti tradizionalisti!!) sostituì l'adagio patristico di san Prospero "legem credendi lex statuat supplicandi" mettendo al suo posto "lex credendi legem statuat supplicandi" (cioè sottomenttendo la tradizione veicolata dalla Liturgia al volere e gli orientamenti dei successivi papi), e subito dopo cominciò lo smantellamento del Calendario, i riti della Settimana Santa, ecc., tutte opere poi proseguite da Paolo VI.

    2) Il trionfo della "dottrina" sulla liturgia. Mi spiego: dal Basso Medioevo in poi, si affermò sempre più chiaramente un'atteggiamento nel cristianesimo occidentale di supremazia della fede intellettualmente recepita e messa in prattica (la "dottrina") sul mistero vissuto e celebrato nei riti liturgici. Così l'Ufficio Divino scomparve della vita cristiana in pressoché tutti i posti (sostituito dal Rosario e l'Adorazione al Santissimo - che certo non sono mali, ma nemmeno liturgici), la Messa solenne diventò eccezionale, e la liturgia insomma troppo spesso una mera occassione per communicare - c'è un saggio sulla (per nulla esemplare) pietà liturgica preconciliare, "Whatever happened to the liturgical movement" pubblicato pochi anni fa. Nel contempo, l'enfasi scolastico nell'essenza sacramentale e nell'importanza delle "parole della consacrazione" fece spesso diventare tutti gli altri elementi della Liturgia mere aggiunte senza molto valore. Questo si vede proprio nel video da lei inserto: la maggioranza dei riti medioevali prevedevano vesti sacre complete per gli accoliti ed altri ministri, rettori del coro in piviale, ecc. Queste cose non sono essenziali, certo, ma la sua assenza denota una mentalità minimalistica che alla fine distrugge la Liturgia stessa.

    Spero non aver scritto un commento troppo noioso ed eccessivamente lungo. Mi si permetta per finire di aggiungere un resoconto dell'ultima celebrazione tradizionale compiuta da un papa: Paolo VI il 18-10-1964. La Messa papale conservava allora ancora alcuni elementi del rito papale originario, e una solennità accomunabile a quella bizantina:
    http://theradtrad.blogspot.com.es/2014/10/a-belated-anniversary-last-papal-mass.html

    K. e.

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    1. Non è affatto noioso e, anzi, ha colto molte cose importanti. Complimenti!

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  6. Se mi permette pure di fare una piccola digresione, qualche tempo fa trovai queste immagini sulla rete:
    http://www.johnsanidopoulos.com/2013/06/the-divine-liturgy-of-serapion.html
    http://www.byzcath.org/forums/ubbthreads.php/topics/407570/From_Greek_Orthodoxy:_Priest_F
    https://picasaweb.google.com/105946741028684977806/jAHvdJ?authkey=Gv1sRgCMnKl_32hbGhvAE&feat=embedwebsite

    Mi fa tanto dolore vedere che ci sono degli ortodossi che stanno cadendo nei medesimi errori in cui noi cademmo alcuni decenni fa...

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    1. Al momento, queste sono liturgie molto rare. Si può comunque rinvenire in esse un certo archeologismo.
      Il mondo ortodosso, non avendo un'autorità centrale (Bartolomeo I non lo è anche se in Italia certi chierici fanarioti si sgolano ad affermarlo) avrà comunque reazioni differenti dinnanzi ai tentativi di imposizione di una nuova linea liturgica. Ci sarà sempre qualche ambito che non si lascia coinvolgere!

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