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sabato 26 dicembre 2015

Opus Dei

L'Opus Dei, per san Benedetto di Norcia è il culto divino al quale si dedica il monaco e, in misura meno intensa, lo stesso cristiano. Letteralmente significa "l'opera di Dio", ed è un'attività con la quale lo spirito umano si eleva su un piano superiore, oltre le contingenze terrene.
Qualsiasi autentica liturgia cristiana antica, infatti, alza lo sguardo e lo fissa in una contemplazione elevata con la quale il cuore si rasserena e si accende di speranza.
Praticare i testi liturgici diviene, allora, un'esperienza di dolcezza, un'autentica ierofanìa (manifestazione sacra), la vivificazione della fede cristiana.
Non a caso ogni tentativo di alterazione del Cristianesimo è sempre iniziato alterando i suoi testi tradizionali, imponendo un'artificiale cesura tra un "prima" e un "poi" in nome della propria autorità e prescindendo da un'autentica tradizione spirituale. 
Il mondo cattolico sta passando la peggiore crisi della sua storia proprio perché, tra le altre cose, ha alterato i suoi testi liturgici tradizionali trasformandoli, in buona parte, in testi in cui si percepisce un'atmosfera ordinaria, psichica, non di rado lontana da quella percezione elevata da me accennata. Se questo avviene nei testi ufficiali, la pratica è ancor peggio perché accentua in modo indebito gli aspetti profani e spettacolari.
A nulla vale esortare ad una pratica pia: la pietà si può praticare solo in un contesto che la può contenere, esattamente come l'acqua si può versare in una brocca sana, non in una brocca scheggiata e fessurata. È dunque necessario riprendere l'austero ma fertile atteggiamento del Cristianesimo antico.
Tornare alla liturgia dei Padri non significa, però, riprendere materialmente le stesse e identiche espressioni da essi utilizzate (anche se per me è sempre toccante ripetere il "Padre nostro" e il "Credo" nella stessa e lingua con cui fu composto nei primi secoli) ma muoversi nello stesso loro spirito, spirito di umiltà e di profonda adorazione il cui baricentro non è mai l'uomo ma Dio.
Il tempo natalizio mostra ai cristiani l'umiltà di Dio che si è fatto uomo, nascondendo la sua potenza divina nell'indigenza di una grotta e tra i miseri panni con cui una povera coppia lo ha fasciato.
A questo Dio bambino non si può offrire una liturgia lacera e chiusa in autoreferenti psichismi umani, una sagra confusionaria, ma un culto vivificato da uno Spirito celeste, totalmente aperto alla trascendenza, quello stesso culto che gli veniva offerto in spirito e verità dai Padri. 
È in questa stessa strada che si effettuerà pure una rinascita del Cristianesimo in Occidente.

7 commenti:

  1. Continui su questa strada, La prego. C'è assoluto bisogno di respirare aria pura e Lei ha ricevuto dall'alto il dono non solo di offrirla di persona, ma anche quello di sollecitare i Suoi lettori a portare ulteriori contributi. Con i miei più sentiti auguri di ogni bene, spirituale soprattutto,per Lei e per le persone a Lei care

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  2. Il Signore le sta facendo, caro Pietro, una grazia immensa e mi accorgo di riceverne anch'io tramite queste sue perle di sapienza.
    Che tanta grazia ci mantenga umili e timorati di Dio, colmi dei doni dello Spirito, capaci di orientare al Cielo e a quella purezza le nostre misure trascinate a terra dal peso dei peccati che il Verbo incarnato. Egli è la luce del mondo, venuto a prendere sulle sue spalle per liberare le creature dalla schiavitù del principe delle tenebre, principe del mondo, ingannevole consigliere di spiriti confusi, impasto di psiche e terra, privati persino di quegli spazi di Cielo che la tradizione e la divina liturgia ci hanno consegnato.

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    1. Non c'è nessuna virtù in chi, vedendo il sole, dice che il sole esiste e splende. Piuttosto è importante vedere il sole, questo sì...

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  3. Salve, il problema è forse proprio lo spirito antropocentrico anteposto a quello teocentrico. Tuttavia l'ideologia del "ritorno alle origini" diffusa dal modernismo ha contribuito alla situazione odierna. A mio parere bisogna tornare credere veramente e con fede alla Chiesa come si afferma nel credo: cioè all'assistenza dello Spirito Santo che preserva la tradizione, illuminando e approfondendo la rivelazione con i santi Padri e poi con i santi Dottori della Chiesa.
    L'indebolimento di questa convinzione ha come risultato il pensiero che considera la liturgia un rituale pio pieno di gesti, canti e formule devozionali più o meno antichi ma inventati da uomini e non trasmesse e suggerite da Dio. Da qui la 'necessità' di tornare alle mitiche origini in modo arbitrario perdendo il vero spirito teocentrico delle origini trasmesso nei secoli. Dunque riprendere il vero antico spirito dei padri è oggi necessario, ma esso non dev'essere immaginato con fantasia, bensì ripreso ciò che ci è stato tramandato.
    Probabilmente qualcuno demoralizzato (e tentato dal Nemico) dubiterà dell'assistenza Divina vista la situazione odierna; il mare è in tempesta e il Signore dorme sulla barca di Pietro: non dimentichiamoci che Egli, Onnipotente, si alzerà e la placherà, quando vorrà. Tutto il male (odiato da Dio) è introdotto nel mondo dalla libero arbitrio umano, ma, come dalla croce, Dio ne sa trarre un maggior bene. Con questa Fede dobbiamo sperare, operando la nostra parte da 'servi inutili' e amanti di Dio. Il Cristianesimo tornerà a fiorire; sarà forse decimato e perseguitato, tornerà forse nelle catacombe, ma con lo spirito purificato amante con tutte le forze Dio.

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  4. Buon giorno signor Pietro C. Ció che lei scrive mi offre un "assist" per raccontare un piccolo aneddoto: Svolgendo, come attività lavorativa, un lavoro amanuense abbastanza semplice, ho imparato, grazie a Dio, a svolgere il mio lavoro e contemporaneamente a fare orazione mentale; principalmente per me che sono (o provo indegnamente ad essere) cattolico, la Santa preghiera del Rosario, ma anche" la preghiera di Gesù " che trovo stupenda, semplice e al tempo stesso ricchissima. Beh, il giovamento é notevole e mi ritrovo in tutto d'accordo con ciò che lei ha scritto. La abbraccio fraternamente in Christo Rege che é venuto in mezzo a noi esortandola a continuare a scrivere per noi assetati di Dio...ego quero Deum.

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  5. Molto bello questo articolo che mi stimola a raccontare una mia personale esperienza legata ad una sana tradizione che i miei zii anziani e nonni ami raccontarono di aver spesso praticato, cioè pregare anche durante il lavoro o il tempo libero con le brevi preghiere( o giaculatorie) o preghiere più complete come la Santa Peeghieda del Rosario pregato mentalmente. Il mio lavoro ultimamente, essendo soprattutto di tipo amanuense, mi concede questa opportunità e spesso riesco a lavorare con le mani e pregare con il cuore e la mente, pur con le difficoltà di un cuore umano che deve cercare sempre di purificarsi e sradicare le"erbacce" cattive che crescono nel "giardino" al fine di renderlo sempre più bello e devo dire che ci si sente molto più contenti e gioiosi portando con se una preghiera anche per il prossimo o per i defunti, nella comunione dei santi nella quale anche crediamo. Inoltre é molto bella anche la Preghiera di Gesù, che scoprii leggendo alcuni consigli spirituali di uno starets su un sito internet. Grazie per questo bel articolo. Dovrebbero meditarlo tutti quelli che vedono positivo solo il"fare" umanamente qualcosa per il prossimo; come se i monasteri e i luoghi di clausura fossero inutili...c'è qualcuno che ha anche il coraggio di dire cose del genere!,Domine libera nos a malo.

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    1. Tutto questo va bene ma non parli di se stesso. Quando deve descrivere qualcosa di positivo che le accade, se può, ne parli come se fosse accaduto ad altri. Il centro di tutto non siamo mai noi stessi!

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