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mercoledì 6 gennaio 2016

La laicizzazione, l'Islam e il Cristianesimo

Gare de Lyon, Paris
Il cammino verso una più ampia laicizzazione della società prosegue ovunque spedito.
Non solo è incontrastato ma addirittura favorito da alcuni ambienti cristiani nei quali il rispetto verso gli altri si traduce in una specie di vergogna verso la propria fede. In Italia la presenza del papa argentino sembra stia accelerando il processo di laicizzazione, tant'è vero che ovunque mi giungono notizie di cristiani che abbandonano la pratica domenicale disertando le parrocchie e adagiandosi, perciò, in un agnosticismo pratico.
Me lo dice pure un parroco di cui sono amico il quale ha dovuto constatare che, per la vigilia di Natale, non ha avuto più di trenta confessioni di parrocchiani piuttosto anziani. Si tenga conto che la sua parrocchia ha qualche migliaio di teorici cristiani.
Trovo scritto qualcosa del genere anche in certi articoli nei quali, percentuali alla mano, si dimostra che la gente è quasi in “fuga” dalle realtà parrocchiali. Alcuni deducono da ciò che il presente papato è stato letteralmente un fallimento e un vero disastro, al di là della pubblicità di “regime” che viene sciorinata in suo favore quasi ogni giorno.
D'altronde, se Dio perdona a prescindere dalla conversione delle persone (è questo che la gente capisce), che senso ha accollarsi la “fatica” di seguire la Messa tutte le domeniche?
In Italia da altissimi livelli ecclesiastici viene predicato un Dio “piacione”, disposto a perdonare anche a chi di fatto non vuole cambiare vita, disposto a giustificare chi ha sempre vissuto secondo la propria logica (magari lontana anni luce da quella evangelica).
In Italia viene auspicato un “giubileo” che possa essere d'interesse pure ai mussulmani (come, non l'ho ancora capito!).
Contemporaneamente, in Francia avvengono fatti ancor più curiosi.
Mi è giunto un bollettino da un'abbazia cattolica tradizionalista francese. Nell'articolo di apertura, scritto dallo stesso abate, si riporta quanto segue:

«Alcuni mesi fa, alla “Gare de Lyon” (una delle stazioni ferroviarie di Parigi) cinque giovani musulmani tra 16 e 18 anni mi si sono avvicinati con la ferma intenzione di convertirmi all'Islam. Il capo del gruppo, uno splendido ragazzo di colore, mi parlava di verità, concetto a cui credeva e a cui dava, l'avevo intuito, una forza di convinzione spirituale che non si trova più nella nostra società tecnologica. Poi iniziò a demolire tutti i dogmi fondamentali della nostra fede. Ha affermato che Dio non può generare, non essendogli assolutamente possibile. Ha continuato dicendo che Dio non può farsi uomo. Non gli è assolutamente possibile neppure questo. L'ho lasciato parlare per alcuni minuti. Ad un certo momento, gli ho risposto dicendo che non si deve rappresentare la generazione divina carnalmente ma in modo spirituale. Non ha colto l'obiezione. Così, mi sono ritrovato con questi cinque ragazzi sotto la pioggia, due davanti e tre dietro di me. “Dio non può fare quanto lei dice, non è possibile!”, mi diceva il bel Mustafà. Allora gli ho risposto che iniziava ad infastidirmi nel ripetere incessantemente “Dio non può” e gli ho fatto lo stesso rimprovero di Gesù ai Sadducei: “Tu, caro ragazzo, ignori la potenza di Dio ed io, ti dico, che Egli è onnipotente. Negare ciò affermando l'impotenza di Dio è grave”. Alla mia risposta, ha cambiato soggetto di discussione. […]. Alla fine, ci siamo lasciati promettendoci vicendevolmente di leggere, io la sura della vacca, lui il vangelo di san Giovanni».

Questo, in sintesi, il racconto dell'abate di un'abbazia tradizionalista francese.
Evidenzio alcune cose che non saranno passate inosservate ai miei attenti lettori:
  1. Pare che oramai in Francia i mussulmani inizino ad “evangelizzare” le persone. Ve lo immaginate, voi, se avvenisse la stessa cosa in un paese mussulmano ad opera di giovani cristiani?
  2. Gli “evangelizzatori” sono giovanissimi e convintissimi, non arretrano neppure dinnanzi alla figura di un abate che, di certo, si sarà loro presentato con abiti religiosi.
  3. L'abate, che pure è un tradizionalista cattolico, rimane d'accordo con il giovane mussulmano di leggere la sura della Vacca. Mi chiedo cosa dovrebbe mai cercare in essa! Il giovane mussulmano, in cambio, leggerà il vangelo di san Giovanni. Siamo sicuri che il giovane mussulmano lo leggerà? E se lo leggerà chi lo aiuterà a capirlo? Non certo dei cristiani debilitati, che si vergognano della loro identità e sono particolarmente ansiosi di non “dispiacere” al loro prossimo!
  4. Confronti di questo tipo sono esistiti per secoli in Siria e sono stati pure favoriti dal sultano dominante. Quando, poi, l'Islam è passato in maggioranza tra la popolazione, è cessato ogni genere di confronto. L'Europa occidentale avrà un'analoga sorte?


2 commenti:

  1. Non solo in Francia.. la dawah ( letteralmente un "invito") e la predicazione in strada è diffusissima anche nel Regno Unito, in Germania e anche in Italia. Dei giovani musulmani facevano quest'attività anche all'Expo di Milano.. nei Paesi islamici è inutile dire che sarebbe impossibile predicare Cristo. E' il prezzo che paghimao per la nostra laicità che ha eliminato il trascendente... Il futuro dell'Europa è l'Islam, e noi Cristiani ripopoleremo forse le catacombe..



    nikolaus

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    Risposte
    1. È chiaro a chi ha ben in mente le fonti che gran parte dell'attuale clero non rappresenta più (o rappresenta ben poco) il Cristianesimo.

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