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mercoledì 13 gennaio 2016

L'affratellamento nella tarda antichità e nel periodo bizantino

È da poco uscito un interessante libro che propongo in questo spazio ai miei lettori. 

CLAUDIA RAPP, Brother-Making in the Late Antiquity and Byzantium Monks, Laymen, and Christian Ritual, Oxford University Press, 2016.

Sul tema da esso trattato, ne avevo già parlato qui, riportando in traduzione italiana uno dei "riti di affratellamento" utilizzati nel periodo bizantino. Per comodità del lettore, sintetizzo quanto detto in quella sede.

Il concetto di "coppia omosessuale" dove per "omosessuale" s'intende l'individuo con attrazione congenita verso il proprio sesso, è un concetto attuale, ulteriormente potenziato dai dibattiti contemporanei a tutti noti e di cui questo blog non si occupa. Il mondo a noi precedente vedeva diversamente questi temi.

Nella bassa antichità si concepiva una certa bisessualità in cui il maschio, nel caso in cui esercitasse la propria sessualità verso una persona del proprio sesso, indicava con ciò una paradossale "maggior virilità" rispetto a chi se ne asteneva. Di qui la diffusa bisessualità del mondo antico, verso la quale la Chiesa si è sempre opposta, valutandola come dissipazione e disordine (i riferimenti paolini in tal senso sono più che eloquenti).

Nel caso della coppia dello stesso sesso, unita con rito di affratellamento o di adelphopoiesis gli storici fino ad oggi, invece, vi hanno ravvisato una sorta di "adozione" per dirla in termini neutri o di "amore spirituale" per dirla in termini più chiari che si desumono, d'altronde, dai testi liturgici impiegati per celebrare tale unione. Il contraente più anziano prendeva sotto la sua ala protettiva la persona più giovane e la univa a sé stipulando un patto di affetto e di solidarietà. Si trattava, in ogni caso, di una forma alternativa a quella familiare completamente accettata.

Questo permetteva, ad esempio, ad una persona sola di condividere le sue risorse con un'altra, soprattutto in un tempo in cui chi rimaneva solo poteva facilmente soccombere. 

La società nella quale si facevano queste unioni tra contraenti dello stesso sesso non sentiva assolutamente la cosa in termini di scandalo, come alcuni tra noi potrebbero erroneamente ritenere. È praticamente certo per gli studi storici recenti che l'unione non comportasse un esercizio sessuale, come nel caso di marito e moglie, nonostante il rito di affratellamento abbia elementi di impressionante vicinanza con quello nuziale e parli chiaramente di "amore" tra le persone che si uniscono.

Un'unione di tal genere la fece pure un imperatore bizantino.

Il fatto che due persone dello stesso sesso potessero unirsi con la benedizione della Chiesa in una casta unione, è indice di una capacità di adattamento e di comprensione che le società medioevali avevano, a differenza di quelle del periodo moderno che, non solo da questo punto di vista, mostrano un certo rigidismo e un'arretratezza rispetto alla mentalità bizantina.

In questo rito notiamo che l'amore umano può realmente esercitarsi anche in questa forma e la benedizione ecclesiastica non fa che prenderne atto chiamando in causa lo stesso Cristo.

La ricerca storica su tale tema si è ulteriormente approfondita con la presente pubblicazione segnalatami da una docente che, ben volentieri,  a mia volta indico.

In questo libro:

- si descrive forse per la prima volta in forma esaustiva la storia dell'affratellamento, che caratterizzava pure la vita bizantina;
- sono offerti molti riferimenti per mostrare che l'affratellamento era una specie di terzo tipo di vita monastica, oltre a quella eremitica e cenobitica più conosciute;
- sono presentati in modo dettagliato e analitico i 66 manoscritti che contengono il rito, assieme alla traduzione delle 16 preghiere rituali.

Tra le società cristiane medievali, quella bizantina è l'unica ad aver conservato un rituale ecclesiastico di adelphopoiesis, con il quale si dichiara che due uomini, tra loro non parenti, vengono legati come fratelli per la vita. Tale rito ha la sua origine come benedizione spirituale nel mondo monastico tardo antico e si trasforma in una popolare strategia di sopravvivenza sociale tra i laici a partire dal IX secolo, trovando pure applicazione in tempi recenti. L'affratellamento, che si colloca in un ambito tra il religioso e il sociale, mostra come tale pratica possa essere ritualizzata e, alla fine, sottoposta ad un tentativo di controllo ecclesiastico e legale. 

L' adelphopoiesis è stata al centro di un dibattito moderno circa l'esistenza di unioni dello stesso sesso nell'Europa medievale. Questo libro, la prima storia completa di tale unica caratteristica della vita bizantina, sostiene in modo persuasivo che il rituale ecclesiastico per benedire una relazione tra due uomini non ha alcuna somiglianza con il matrimonio. È stato fatto un ampio utilizzo di fonti e un censimento completo dei manoscritti contenenti il ​​rituale dell' adelphopoiesis appoggiandosi alla letteratura e archeologia del primo monachesimo, alle opere di agiografi, storiografi e agli esperti legali bizantini, utilizzando pure del materiale comparativo dell'Occidente latino e del mondo slavo. Sono, così, state esaminate le affascinanti caratteristiche religiose e sociali del rituale mettendo in luce aspetti poco noti della società bizantina.

5 commenti:

  1. Mentre certe società attuali osservano certe tematiche in "bianco.nero", la società bizantina sapeva affrontarle vedendole in tutte le sfumature di colori. senza pero' venir meno alle esigenze evangeliche.

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    1. Argomento monlto interessante questo dell'affratellamento.

      Ai nostri tempi sarebbe improponibile e assolutamente da non comparare con le pretese di "diritti civili", visto che il fulcro di tutto, oggi, non è l'amore, bensì la perversione sessuale. Che si vuole legittimare se non sacralizzare!

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    2. Mi pare importante sottolineare due cose, in questo rito caduto in desuetudine: il quadro religioso e la necessità di essere aiutati laddove da soli si sarebbe venuti meno.
      Oggi, ovviamente, il quadro religioso è quasi inesistente e questo porta il baricentro degli interessi in altre direzioni. Sulla questione sessuale, come ha notato dal modo molto sfuggente con cui l'affronto, preferirei non parlarne.

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  2. si esistevano dei gradi d'accettazione nell'antichità nei confronti dell'omosessualità o di poter far da tutore ad un altro, ma imitare tout court la coppia maschio femmina era soggetto a riprovazione...più che di mente aperta sapevano cosa era lecito e cosa no, cosa che non ammette quest'accetta società...

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    1. La mente aperta a cui io mi riferisco, riguarda la necessità sociale di chi, da solo, non ce la farebbe a vivere per cui deve farlo assieme ad un'altra persona.
      Questo tipo di convivenza è famiglia a tutti gli effetti ma, per alcuni che si muovono in versante polemico, non lo sarebbe. Il tipo di famiglia (religiosa) previsto dall'affratellamento è pure una famiglia. E' questo che sostengo. Le questioni sessuali in questo blog non sono prese in considerazione.

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