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domenica 26 giugno 2016

Vocazione cecchino ...

Se devo essere sincero, mi pesa un po' dover scrivere questo post ma ci sono costretto dall'inesorabile procedere degli eventi.


H
o sempre pensato, almeno fino a non troppo tempo fa', che nel mondo cattolico la gerarchia cattolica non avesse sempre riguardo dei suoi credenti con sensibilità tradizionale. In fondo un gruppo di fedeli che chiede di pregare con una liturgia latina le cui radici come sembra sono addirittura del V secolo, e che si sente maltrattare non può che creare solidarietà: si può mai rifiutare ad essi il diritto di pregare, seppure in una forma antica?


Q
uesto blog ha, come fine, anche quello di ricordare che questo non è possibile, poiché collegarsi allo spirito della patristica e dell'ascetica antica, pur attraverso la liturgia latina che io stesso ho lungamente stimato, non rappresenta che un vantaggio.


C
ome il solito, i fatti mi hanno dimostrato che ho valutato troppo positivamente certe persone, perché le vittime si stanno trasformando in carnefici... 

Infatti attualmente il campo cattolico si sta velocemente estremizzando:


-
 da un lato ci sono i “riformisti” che con papa Francesco battono la via di una prassi sempre più indifferente a dottrina e culto e, in questo modo, si sentono ponte tra varie religioni. Temo, purtroppo, che qui si vada semplicemente  verso l'agnosticismo;


dall'altro lato, ci sono i “tradizionalisti”, piccolo gruppo ma agguerritissimo, sempre più rabbiosi ed aggressivi.


È 
per questi ultimi che scrivo.

P
osso perfettamente capire la difficile situazione da essi vissuta, presi tra l'incudine di un mondo indifferente che li bistratta e il martello di un clero secolarizzato che li mette in crisi ogni giorno di più. Essi, però, stanno facendo delle mosse che risulteranno loro fatali: pensano, come al Congresso di Vienna, di poter riportare le lancette della storia indietro e di risolvere, così, ogni problema nel Cattolicesimo. Come se questo fosse mai possibile con tal semplicistica maniera!


U
n paio di settimane fa', un eremita mi ha informato che su Radio Maria, in una trasmissione molto popolare, si era parlato di Chiesa ortodossa. Purtroppo lo si è fatto con lo stesso e identico linguaggio di 70 anni fa, incuranti della storia e con la delicatezza di un elefante in una cristalleria. Si credeva, così, di “rinvigorire” la propria fede cattolica? Forse sì ma a qual prezzo? “Come si fanno a dire ancora queste cose?”, mi diceva esterefatto l'eremita, ben formato su quei temi da lui lungamente studiati e che aveva sentito trattare in modo a dir poco osceno.


I
l fatto mi ha costretto ad accendere l'attenzione in questa direzione e cosa ho notato? L'apparizione di diversi “cecchini cattolici” la cui voglia di “menar pugni” si accompagna, evidentemente, alla ribellione verso lo stato confusionale nel quale vige attualmente il Cattolicesimo. Essi sono convinti che bisogna tornare a parlare come “una volta”! Sì, ma a prezzo del più alto dispregio verso la verità storica, come se decenni di confronti e di studi non siano serviti a nulla!


Così, davanti alle notizie sul “Concilio panortodosso”, alcuni di loro hanno sollevato le critiche più acide, non so se per ignoranza o per mala fede. Probabilmente per entrambe:


«
Gli “ortodossi”, questi ribelli, eretici e scismatici! Gli “ortodossi” dal “misticismo torbido” e dal rigetto ingiustificato del “Filioque”».


C
onosco da lunga data il mondo ortodosso e sono impegnato attivamente in un continuo approfondimento su tematiche teologiche e spirituali ortodosse e patristiche. Dal mio punto di vista, potrei tirare fuori mille documenti polemici dalla “pars orientalis” contro i cosiddetti “latini”, documenti anche ben giustificati! Non lo faccio perché non mi piace schiaffeggiare le persone, neppure in nome della cosiddetta verità.


A
l contrario, su internet sempre più “cecchini cattolici” si apprestano a recuperare il bambino di una volta con l'acqua sporca, quel bambino e acqua sporca buttati via dal clero cattolico secolarizzato. Come i secondi, i primi sono incapaci di fare un distinguo, di avere un minimo di senso storico, di capire che se è il bimbo da salvare, l'acqua sporca è senz'altro da buttare. I primi e i secondi, pur su campi opposti, si manifestano essere molto simili, figli della stessa "mamma": l'ideologia.


H
o dunque fatto una vibrata ma civile protesta verso certe critiche ingenerose e assurde. Inutilmente, poiché non mi è stato dato alcuno spazio.


R
iporto, giusto per cronaca e per mostrare in che caos il mondo Cattolico sta finendo, tale protesta. È oramai chiaro che a chi era diretta non serve più: certa gente si sta spingendo in una concezione molto settaria di Chiesa, mentre i loro confratelli, dalla parte opposta, stanno marciando verso l'agnosticismo.



P
regherei la moderazione d'intervenire dinnanzi a interventi di estremisti cattolici.

I
n quanto cultore del mondo bizantino e della sua spiritualità sono particolarmente infastidito dinnanzi ad espressioni che possono nascere solo da ignoranza se non da mala fede. [...]


N
on intervengo per quanto riguarda le solite polemiche attorno al rifiuto della giurisdizione papale da parte del mondo cristiano orientale, polemiche che tutti noi conosciamo bene e che, dal punto di vista strettamente cattolico-romano hanno una loro logica, in base ai suoi presupposti alto medioevali e moderni.


S
ono tuttavia molto irritato dinnanzi a chi parla di “misticismo torbido dei bizantini” e “rigetto ingiustificato del Filioque”. Nella prima affermazione si palesa un'ignoranza indicibile che si serve di slogans ad effetto pensando che questa sia una prova dimostrativa sufficiente. Per quanto riguarda la seconda affermazione, se si osserva con molta attenzione, la dottrina trinitaria dei padri Cappadoci non ammette il Filioque (nel senso agostiniano!) mentre la dottrina trinitaria di Agostino, al contrario, lo accoglie.


P
artendo da certi presupposti si arriva a certe conseguenze: l'Occidente cristiano, partendo da presupposti agostiniani, logicamente (e comprensibilmente dal suo punto di vista) arriva all'affermazione del Filioque. L'Oriente, che non ha mai conosciuto Agostino, lo rifiuta ed è coerente in modo perfetto con se stesso.


I
 tentativi di far conciliare le due posizioni non iniziano certo da ora e sappiamo bene come sono allo stato attuale. Questo è un aspetto. Un altro aspetto ben differente è contestare i presupposti di partenza che, come ho solo accennato, sono perfettamente logici e che solo per pura ignoranza possono essere messi in dubbio.


V
orrei che la moderazione, nota per la sua prudenza e buon senso fin ora dimostrati, non desse spazio a critiche che nascono solo da amarezze ingiustificate e da voglia di “menar pugni” (come pare) altrimenti mi sentirei autorizzato (se dovessi muovermi con l'animus di alcuni) a postare interminabili polemiche contro il mondo latino, citando documenti storici, cosa che mi ripugna assai perché serve solo a creare muro contro muro.


F
accio appello almeno ad un minimo senso di civiltà che spero non sia stato ancora spento da una sterile polemica che si risolve ad essere solo fine se stessa. Grazie!



I
n nome della fede, oramai in un certo mondo cattolico si sta perdendo la civiltà e la “guerra civile” avanza tra i loro ranghi. Si lanciano, così,  sassi in ogni dove, pure verso il mondo ortodosso!





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