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domenica 18 settembre 2016

Che abissale differenza!!!

«Una volta un professore universitario visitò il Ghéron (l'anziano) Paisios (monaco del monte Athos vissuto e morto santamente) e gli disse: "Ghéron, ho difficoltà a credere che Dio esista. Sono un uomo colto, vivo in Occidente e tutto ciò che tu fai e dici si può spiegare razionalmente. Certo esiste qualche forza, ma non posso accettare tutto quello he tu dici su Cristo e sui sacramenti"»
Il Ghéron dopo averlo ascoltato gli disse con tono brusco: "Sei più stupido di una lucertola".
Offeso dalle parole del Ghéron il professore reagì. Il Ghéron insistette: "In verità, tu sei più stupido di una lucertola e te lo mostrerò".
Il Ghéron chiamò subito una lucertola. All'animaletto che corse da lui chiese se Dio esistesse. La lucertola si alzò su due zampe e chinò la testa, dando con questo movimento una risposta positiva alla domanda del Ghéron. Il professore ne fu sorpreso e incominciò a piangere. Il Ghéron aggiunse: "Hai visto che sei più stupido di una lucertola? Essa sa che Dio esiste e tu, con la tua intelligenza, non hai compreso la sua esistenza".
Il professore lasciò la cella del Ghéron del tutto scosso.


Dionisios Tatsis, Non cercate una santità a buon mercato. Vita e insegnamenti dal Monte Athos, Edizioni Dehoniane, Bologna 1997, pp. 132-133.

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«Tante volte io mi trovo in crisi con la fede e alcune volte anche ho avuto la sfacciataggine di rimproverare Gesù: “Ma perché Tu permetti questo?”, e anche dubitare: “Ma questa sarà la verità, o sarà un sogno?”. E questo da ragazzo, da seminarista, da prete, da religioso, da vescovo e da Papa. “Ma come mai il mondo è così, se Tu hai dato la Tua vita? Ma non sarà, questa, un’illusione, un alibi per consolarci?”. Un cristiano che non abbia sentito questo, qualche volta, la cui fede non sia entrata in crisi, gli manca qualcosa: è un cristiano che si accontenta con un po’ di mondanità e così va avanti nella vita».

Papa Francesco, Discorso tenuto a Villa Nazareth il 18 giugno 2016 (vedi la fonte qui).

6 commenti:

  1. Avevo già letto questo racconto sul Padre Paisios ed il confronto con Bergoglio è emblematico: da una parte si vede chi è realmente abitazione dello Spirito Santo la cui Fede è incrollabile e salda e che realmente pur essendo magari per il laico moderno un ignorante incolto riesce a mettere in crisi subito qualsiasi visione materiale ed agnostica. Il seconso racconto, a parte l'essere patetico e sentimentale, in realtà rappresenta la stessa posizione del professore colto solo un po' ammorbita, che crolla miseramente di fornte a qualsiasi manifestazione dello Spirito. Alla fine l'ennesima dimostrazione dell'ateismo della gerarchia cattolica.

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    1. È triste ma non si può che concordare! Padre Paisios centrava la sua pratica di fede nel cuore, secondo la più classica delle impostazioni ascetiche conservate in Oriente. In casa nostra la religione è affrontata filosoficamente, con la testa, quindi con concatenazioni di deduzioni che tendono a prescindere sempre più dalla spiritualità e dall'immersione nel cuore, bizantinamente inteso. La conseguenza è inevitabile: inquietudine, domande senza risposta (non è passato troppo tempo da che dei preti hanno detto, ai terremotati di Amatrice, "non abbiamo alcuna risposta, siamo come voi nel buio"), scivolamento progressivo verso l'agnosticismo, ecc.
      La storia è vecchia: già Paolo VI attorno al 1975 si sentiva solo in modo rabbrividente, come una statua su una guglia, egli diceva. Questo senso di vuoto e di solitudine, in un papa molto intellettuale, centrato, direi, nella mente, non poteva che essere conseguenza di un'impostazione religiosa che lo ha accompagnato fin lì o che quanto meno lo ha inclinato in quella direzione.
      Altra tessera: qualche mese fa ho scoperto un incontro del mercoledì in aula Paolo VI in Vaticano tra papa Ratzinger e i giovani. Alle domande sulla Chiesa di questi ultimi, il papa rispondeva in termini talmente umanisti (luogo di amicizia con persone che ci vogliono bene, ecc.) che di fatto non c'era alcun spazio per la dimensione autenticamente spirituale.
      Le alte gerarchie cattoliche, eccezioni a parte, tendono sempre più a correre su una strada in cui Dio è una pura affermazione verbale. Papa Francesco non solo prosegue il cammino su questa medesima direzione ma lo radicalizza. La gente semplice, sentendo i capi religiosi parlare come (o peggio) di loro, finiranno per autogiustificarsi e per raffreddarsi sempre più dal punto di vista religioso. Per dirla chiaramente: dal punto di vista pastorale questo clero è un autentico DISASTRO!

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  2. Solo dal punto di vista pastorale? E dottrinale allora? Non credono alla Presenza Reale, non credono alla Resurrezione. L'unica consolazione è se fornicano con le donne e non con gli uomini!

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    1. Meglio non allungare l'elenco e, comunque a scanso di equivoci, bisogna precisare che qui non ce l'ho con il clero perché è clero, lungi da me!, ma con questa mentalità che si riscontra nel clero e che è più che dannosa.

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  3. La questione non è il clero si, il clero no, il clero qua, il clero là...ma dove costoro che sono i Pastori stanno conducendo il gregge? E' qualcosa di più di una "mentalità" quella che sta sconvolgendo la Chiesa d'Occidente. Ed è interessante riprendere il tali casi la dottrina dell'anadochos citata da S. Giovanni Climaco, che vale sia nel bene che nel male e cioè c'è chi si dovrà addossare i peccati di coloro che ha indotto al peccato! Quale misera fine è allora riservata a costoro? Ma in che cosa "crede" realmente questo clero?

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    1. Per questo io parlo di "agnosticismo pratico". Non c'è dubbio che in Occidente il Cristianesimo abbia farsi continui harakiri...

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