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mercoledì 7 settembre 2016

Quando un Cristianesimo diviene eretico...

Non amo sparare sentenze, non l'ho mai amato. Non amo, quindi, tutti quegli scritti, rinvenibili nel web, nei quali si affibbiano facilmente etichette di ortodossia o di eresia a questo e a quello, finendo per dare l'impressione agli altri che chi scrive è meglio di tutti.
Tuttavia, quando si supera un certo livello di confusione sarebbe codardìa e complicità non chiamare le cose con il loro vero nome. Perciò ho messo questo titolo, solo apparentemente provocatorio ma sostanzialmente realistico.

Sono stato nel Monte Athos dove ho incontrato alcuni interessanti monaci con i quali mi sono intrattenuto. Non facciamoci illusioni: se fino a ieri non esaltavano il Cristianesimo occidentale, oggi a tutti loro quest'ultimo fa estrema pena (compreso l'operato di papa Francesco) e non si può certo dire che abbiano torto. Questi monaci si accorgono subito quando c'è autenticità o apparenza nelle cose.

Mi ricordavano che la rivelazione cristiana non ha solo proposto un elenco di realtà a cui credere ma ha fornito una mentalità con la quale vivere la fede. Se tutto ciò è rispettato onestamente, Dio è lasciato com'è, non viene modificato a seconda dei gusti e delle mode.
Al contrario, la tendenza di "adattare" Dio agli uomini è sempre esistita in Occidente fino a giungere alla stranissima situazione attuale, strana per chi ancora ha qualche riferimento tradizionale.
Gli ingenui tradizionalisti cattolici pensano che riportando l'orologio della storia agli anni '50 del XX secolo, il Cattolicesimo si risanerebbe. Che illusi! 

Un monaco greco, che aveva ben conosciuto un cistercense degli anni '50, mi diceva che nel monastero in cui questo religioso viveva c'erano monaci benedettini in silenzio da decenni. Dopo il concilio vaticano II quei monaci che erano rimasti così a lungo in silenzio iniziarono a parlare e dalle loro bocche uscirono dei mostri ... Decenni prima del concilio vaticano II, questi monaci cattolici stavano in silenzio, perché la disciplina di allora lo imponeva, ma nel loro cervello c'erano già dei tarli velenosi che lavoravano incessantemente e che poi, aprendo la bocca, produssero incredibili eresie... Nulla nasce da un giorno ad un altro! In questo esempio, si ha la reale sensazione che la tradizione vivente era ben lungi da quei monaci, pure decenni prima del concilio vaticano II!

Non è allora un caso che Louis Bouyer, teologo cattolico, negli anni '70 scrisse che l'odore di morte di molti ambienti cattolici derivava dalla putrefazione di membra decedute molto tempo prima e che solo una ferrea disciplina esteriore e formale poteva far parere in florida forma ...

Il fatto è che quando un ambiente ecclesiale diviene eretico - in senso reale e proprio - è l'immagine stessa di Dio ad essere sfigurata. Allora non è più Dio a cambiare gli uomini ma sono questi ultimi a renderlo a loro immagine e somiglianza. E un idolo, si sà, è totalmente impotente!
La tentazione perenne di vedere troppo umanamente Dio, ha portato pian piano alla situazione attuale.
Così, se negli anni '70 si parlava di "teologia della liberazione", oggi si parla di "teologia queer" e, in quest'ultimo caso, si parla addirittura di un "Dio queer" (vedi qui).

Attribuire a Dio delle attese puramente umane (giuste o sbagliate che siano) significa una sola cosa: non avere mai conosciuto il Dio rivelato da Gesù Cristo e pronunciare, di conseguenza, delle bestemmie.

In tal modo, molti ambienti ecclesiali di oggi stanno bestemmiando e ciò avviene perché sono divenuti eretici, ossia hanno travisato totalmente le basi sulle quali Cristo ha voluto la Chiesa.
Ecco l'orribile situazione nella quale molto cattolicesimo odierno è arrivato, generando uno smarrimento senza precedenti e un intenso dolore nelle persone più sensibili.
È dunque chiaro perché in questi ambienti le persone sono impotenti a migliorarsi e, al contrario, esaltano quanto, fino a ieri, era considerato semplicemente scandaloso perfino da gente molto distante dalla Chiesa.

10 commenti:

  1. Eresia? Questo è satanismo vero e proprio, è l'esatta inversione della realtà.

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    1. Attenzione a quanto scrivo. Se nota attentamente, non parto dall'idea morale ma dalla teologia. Non dico "gli uomini non devono assumere questi comportamenti" ma dico "gli uomini non devono proiettare in Dio le loro pure idee umane".
      Sembra una cosa da nulla ma è qui che si divide in modo radicale l'impostazione antica dall'impostazione religiosa moderna (poiché il cattolicesimo e il protestantesimo che condividono le dottrine morali tradizionali sono molto simili in ciò).

      Si parte sempre da Dio e solo dopo si giunge all'effetto che la confessione ortodossa di Dio genera nell'umanità. Partire da una concezione morale (come succede oramai nel 99 per cento dei casi) non solo non contraddistingue necessariamente la posizione autenticamente cristiana da qualsiasi altra posizione morale laica tradizionale, ma finisce per divenire una pura impostazione filosofica. Ed è questo che io oramai noto nel Cristianesimo di casa nostra: tutto è ridotto a pensiero puramente umano!

      Al contrario, partire da Dio rimanendo aderenti a quanto di Lui è stato rivelato (Egli è al di sopra di ogni concetto umano e non lo si può abbassare alla nostra logica che lo renderebbe puro idolo), porta passo passo l'uomo alla sua elevazione - per grazia - e dunque all'allontanamento da una logica puramente secolaristica.

      Una religione che batte solo sulla morale e vede prevalentemente quella (non dico che non sia importante, dico che qui il baricentro si è totalmente spostato) non solo corre il rischio di finire nel moralismo ma indica già che è giunta all'ultimo stadio della sua esistenza. La storia lo dimostra, d'altronde.

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  2. Io vedo ciò già superato o in fase di superamento. Il moralismo ha raggiunto il suo apice nel Protestantesimo ma oggi lo si sta superando in un a-moralismo o moralismo al contrario. Dio è talmente lontano dal cuore e dalle menti degli uomini che le pratiche più abominevoli sono la "normalità". La menzogna e la parodia di Dio (perchè un Dio queer questo è, una vera e propria parodia quindi nemmeno non una visione morale) sono i prodromi per l'adorazione dell'Anticristo. Mettessero un dio cornuto sull'altare sarebbero ben disposti ad adorarlo senza problemi basta che gli permetta come legge di fare ciò che vogliono.

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    1. Certo, ma questo è possibile perché già molto tempo prima è stato svuotato il Cristianesimo.
      In Grecia ho fatto un piccolo esercizio ad un amico che era con me. L'ho portato in una chiesa di un centro cittadino ad occhi chiusi e gli ho chiesto cosa sentiva. La preghiera aveva dato la sua energia di grazia a tutta l'aria dell'ambiente. La percezione di queste cose è possibile anche ad occhi chiusi, anzi è meglio tenerli chiusi per non farsi influenzare da elementi esteriori o "culturali". L'energia della grazia, infatti, non ha rito bizantino o rito latino: o c'è o non c'è.
      In quel caso era presente.
      Una volta che tutto ciò lo si avverte si ha la possibilità di capire spiritualmente cosa abbia senso e cosa no. Ma se le nostre chiese sono divenute in buona parte "tombe di Dio" (come già diceva Nietzsche), com'è possibile uscire dal nostro umano, troppo umano?
      E' allora normale avere una concezione idolatrica di Dio, parlare di Lui addirittura come un "dio queer", il che è pazzescamente osceno.
      Se si ha per esperienza una percezione elevata, elevante, di grazia appunto, certe cose non vengono neppure nell'anticamera del cervello!!!
      E badi bene che non è la condanna umana - in nome di principi morali - ma solo l'esperienza di grazia ad elevare l'uomo. O una Chiesa ce l'ha o non ce l'ha. E se non ce l'ha è solo una pantomima di Chiesa, ossia un prodromo dell'anticristo, come dice lei.

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  3. Condivido, no ci sono parole...
    OT
    Segnalo questo: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351368
    per mostrare livelli miserevoli di odierno clericalismo.

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  4. Ci prepariamo quindi al passo successivo: una volta svuotato il Cristianesimo di che cosa lo stanno riempiendo? Un cadavere può essere fittiziamente "rianimato" da un demone e siamo nella necromanzia. Invece di adorare Dio si adora senza nemmeno accorgersene il diavolo. Due padroni non si possono servire. Oltre a recuperare la dimensione carismatica della Chiesa urge recuperare anche quella escatologica.

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    1. Eppure la soluzione è sempre lì, a portata di mano direi! Si tratta di tornare alla tradizione, non una tradizione qualsiasi ma a quella chiaramente espressa negli scritti dei Padri e vissuta per secoli dalla Chiesa. Non è un riportare le lancette dell'orologio indietro, ma un sintonizzarsi in una dimensione che, di fatto, è metastorica. Così si sa come pregare e perché, che equilibri tenere nella Chiesa, che atteggiamento avere verso chi non condivide la fede ecclesiale, ecc. Chi si è perso e segue i suoi tortuosi pensieri è molto difficile che possa essere recuperato...
      È urgente da subito fare una cosa: chiudere le orecchie alle stupidaggini che ad ogni livello ecclesiastico si sentono. Non sono altro che sviamenti, e chi li esprime ha perso ogni autorevolezza.

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  5. A un cristiano medio, senza cultura teologica, che frequenta la messa la domenica e il cui unico tramite con la "tradizione" e col Vangelo sono le chiacchiere del parroco nella predica , come può fare per orientarsi in mezzo al caos odierno della chiesa e cercare una direzione nel senso indicato da lei? Insomma che voglia conservarsi cristiano nonostante quanto facciano i preti per disabituarlo e cambiarlo? Non mi dica anche lei di cercarmi un "padre spirituale" perchè sarebbe una battuta di spirito poco spiritosa. Parlo di titoli di libri, di nomi di autori, con un certo ordine logico e didattico. Sì, lo so s. Basilio , s. Cassiano, s. Simone il nuovo teologo ecc ecc , ma ci sarà un punto da cui cominciare per l'inesperto, a parte il vangelo? Qual è la via su cui mettersi?

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    1. Noi non viviamo da soli, anche se pensiamo di esserlo, e il Cristianeismo non è una filosofia, anche se hanno fatto di tutto per farlo divenire così.
      La preghiera personale, umile e continua, ci potrà aiutare molto perché crea un collegamento con Dio e impercettibilmente offre un orientamento efficace. Non a caso il clero odierno è in gran parte impazzito: non prega più, non prega sufficientemente, oppure prega con il cuore ottenebrato da troppe cose che non c'entrano nulla con la vita spirituale. Se si tiene un legame veritiero con la preghiera nessuno deve mai disperare.

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