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martedì 22 novembre 2016

Cattolicesimo, una "chiesa da 6 politico"?

Il titolo di questo post è volutamente polemico, nonostante sappia bene che nel mondo cattolico esistono persone rette e stimabili, sia tra i laici sia tra il clero.
Questa domanda oramai si pone pressante. Il mondo cattolico sta divenendo una "chiesa da 6 politico"?
Il "6 politico" per chi non è passato attraverso gli anni '70, era una proposta avanzata, e probabilmente a volte applicata, da quegli studenti che, pur non avendo studiato, volevano a tutti i costi essere promossi almeno con un "6" regalato, ossia un "6 politico".
Non aveva senso alcun sforzo personale, tutti, per il semplice fatto di respirare, avevano diritto alla promozione.
Come allora, pare che oggi la Chiesa cattolica si sia massivamente imbevuta di una strana ideologia: non si deve chiedere nulla a chi in teoria segue Cristo, nessun impegno, nessuna rinuncia. Gli si deve applicare una misericordia che non tenga conto dei frutti che dovrebbero discendere da una vera conversione. "Venite tutti come siete, entrate, non fatevi alcuno scrupolo", diceva un vescovo negli anni '80 rivolto ai giovani per invitarli in seminario. Anche questo principio, come la misericordia senza frutti di conversione, è devastante. Il degrado morale di troppo clero cattolico non deriva solo da una società che oramai non si riconosce più nei valori cristiani ma dal fatto che la Chiesa non sa più separare ciò che è buono da ciò che non lo è; deriva dal drammatico fatto che non sa più realmente formare qualcuno. Contro questo fatto solare non vale alcun argomento contrario!
Allo stesso modo, predicare una misericordia che non cambia nessuno è molto pericoloso, anzi è decisamente dannoso. È un grimaldello populista per rovinare il poco di sano esistente.

Un lettore confuso, scrivendomi, mi chiede se tutto ciò nasce realmente da Dio, come diverse gerarchie cattoliche e il papa stesso stanno dicendo. Da quanto detto, è facile pensare che la mia risposta è negativa.
Tuttavia, invito questo lettore e chiunque mi legge a quel discernimento che lo stesso san Paolo chiede ai suoi fedeli. 
Nella Chiesa, si badi molto bene!, non esiste una assistenza magica. Nessuno, neppure l'autorità più alta è assistito magicamente da Dio, così assistito da permettersi di dire e fare ciò che vuole.
Nella Chiesa del Nuovo Testamento, di san Paolo, dei padri e dei santi, tutto si verifica, come lo stesso apostolo delle genti esortava a fare.
Solo una Chiesa profanizzata osa chiedere una obbedienza cieca e assoluta. Questo tipo di Chiesa è realmente il prototipo di tutte le peggiori dittature che abbiamo visto nel XX sec.
Quando una direttiva crea frutti amari, contrari alla vita della Chiesa, quella direttiva è sicuramente contro Dio, anche se chi la diffonde pensa provenga da ispirazione divina.
Esiste, poi, un altro modo di verifica. Se un chierico diffonde una novità o una nuova prassi, si osservi bene quale sia la vita di quel chierico. È un uomo autenticamente pio, una persona di vera preghiera, presta reale ossequio alle sante tradizioni? È un uomo che segue Cristo, non il mondo, che vuole piacere a Cristo, non al mondo? Rispondendo già a queste domande capiamo da che pulpito possono nascere certe novità.
Nello stato misero in cui versa l'Occidente cristiano io non credo proprio che tutto ciò esista se non in infinitesima parte. Esiste, piuttosto, una grande confusione, un ottenebramento, un reale calo della pratica religiosa, un aumento dell'indifferentismo. Forse tutto ciò è permesso per una buona ragione ma sta di fatto che non ci si deve illudere né scambiare per oro ciò che è solo paglia.
In nessuna epoca come l'attuale si parla così tanto di "Spirito" e di "seguire lo Spirito", ma in nessuna epoca come l'attuale non si sa cosa sia lo Spirito e cosa realmente voglia e operi.


5 commenti:

  1. Sono un prete cattolico, ma le giuro che sto desiderando con tutto il cuore uno scisma nella chiesa, perché questa confusione babelica è insopportabile, non è più possibile che si possano considerare cattolici persone e insegnamenti che non hanno più niente a che fare con la Parola di Dio (Bibbia e Tradizione), nemmeno nei periodi più problematici della storia della chiesa c'è mai stata tanta confusione e disorientamento come oggi su tutti i campi: fede, morale, liturgia, teologia, interpretazione della Scrittura, magistero etc. etc. etc. e ciò che non viene negato in teoria viene negato nella prassi colpendo coloro che continuano ad annunciare ciò che da sempre la chiesa crede e professa, se non è questa la grande apostasia non so proprio come definirla!!!

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    1. "Il grido dell'umile tu, o Dio, ascolti", dice il salmo e continua "ma l'empio andrà in rovina". L'empio biblico è colui che agisce senza timor Dei, come se Dio non esistesse. Oggi nell'ambito ecclesiastico gli empi stanno facendo strage. Purtroppo questa tipologia di persone si trovano anche nel mondo ortodosso ma lì, a differenza di qui, la crisi non è arrivata a coinvolgere la tradizione e il senso profondo della liturgia, per quanto il piano si stia inclinando verso un bieco secolarismo e una formale superficialità.

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  2. grazie per il tuo intervento. Aggiungo che il "6 politico" sessantottino deriva in non piccola parte dal "non bocciare" di quel percoloso ideologo che è stato don Lorenzo Milani

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/04/18/don-lorenzo-milani-maestro-buono/

    che a suo tempo è stato definito "grande educatore" da papa Francesco.

    Concordo specialmente dove dici "Nella Chiesa, si badi molto bene!, non esiste una assistenza magica. Nessuno, neppure l'autorità più alta è assistito magicamente da Dio, così assistito da permettersi di dire e fare ciò che vuole.
    Nella Chiesa del Nuovo Testamento, di san Paolo, dei padri e dei santi, tutto si verifica, come lo stesso apostolo delle genti esortava a fare.
    Solo una Chiesa profanizzata osa chiedere una obbedienza cieca e assoluta".

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  3. Nel Sessantotto la rivendicazione nelle università era piuttosto del 28 politico, talvolta addirittura il 30 ! Eppure, in qualche modo, allora si fece politica, cioè qualche cosa di importante e impegnativo. Adesso nelle scuole, e nella Chiesa secondo la tua allegoria, vige il 6 (o il 7, o il 10) amministrativo, cioè distribuito d'ufficio a tutti senza che nemmeno lo chiedano o lo rivendichino. Adesso è peggio.

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