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martedì 8 novembre 2016

Iconoclastìa liturgica

Issam, chierichetto papale. (Foto La Repubblica)
Non è mio carattere rincorrere i fatti di cronaca e chiosarli ma i tempi sono tali che si stabiliscono determinati gesti nell'indifferenza pressoché generale. Un tempo non sarebbe assolutamente stato così e questo è indice dell'indifferentismo religioso nel quale è oramai caduta la nostra vecchia Europa.
Riporto un fatto recente (vedi qui) nel quale è stato permesso che un adulto di fede mussulmana potesse servire come accolito alla Messa celebrata dal papa. Ovviamente quest'ultimo è stato ben felice di tale "novità".
Faccio presente che papa Francesco ha già voluto nella liturgia cristiana persone non cristiane, particolarmente lungo la lavanda dei piedi del Giovedì della Settimana Santa.
Già allora notavo in questo gesto qualcosa di scandaloso poiché cozzava contro i significati simbolici di cui la liturgia dovrebbe offrire coerente mostra. 
Il recente fatto oltre a rinforzare questa mia impressione, la conferma: ci poniamo dinnanzi a fatti che un tempo sarebbero parsi inauditi e ciò è possibile solo perché l'indifferentismo è oramai penetrato nelle file del clero.
Se un non cristiano calpesta il santuario e accede all'altare (che simboleggia Cristo) significa che tra lui e i cristiani non esiste più alcuna reale differenza. Qui non sono in gioco questioni personali ma significati profondi! Poco importa che il fatto sia isolato, non abbia grande eco, sia raro. Basta determinarlo una volta sola e imprime con forza il suo significato iconoclasta. Sì, si tratta effettivamente di iconoclasmo, ma di un iconoclasmo relativo al simbolo, ai significati più profondi del Cristianesimo. Il modo in cui è voluto ed è praticato ci mostra che siamo circondati da gente il cui stato spirituale è peggiore di quello degli antichi eretici. Almeno gli eretici in qualcosa credevano e, nel loro modo di agire, erano selettivi. Qui è rotto tutto, siamo in pieno indifferentismo e in totale empietà. Speriamo che ne tengano conto tutti quelli che hanno conservato almeno qualche riferimento tradizionale se non altro per non nutrire inutili illusioni dinnanzi a gente che si mostra priva di fede e, con il suo comportamento, rovina chi ancora crede ...

8 commenti:

  1. Ciò che è più interessante, è che questa strada viene percorsa da più anni di quanto di solito si creda. Infatti, la riforma (distruzione) del Sabbato Santo nel 1951 prevedeva (e queste disposizioni sono ancora in vigore, per quanto io sappia) il battesimo dei neofiti all'interno del santuario, cioè permettendo a persone ancora non cristiane di penetrare nel sancta sanctorum prima di ricevere la Fede. E questo nei bei tempi preconciliari, quando regnava Pio XII en "non si dubitava" dalla santità del pontefice...

    Sembra che ormai la chiesa occidentale non esista proprio più...

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    1. Mille grazie per questo suo appunto prezioso. Dunque se ho ben capito, in pieno periodo pacelliano, con una Chiesa fiera e forte, il mondo Cattolico pareva praticamente indifferente che un battezzando, non ancora cristiano, potesse entrare in un santuario, quando invece il battesimo tradizionalmente si tiene fuori dal santuario e, nelle chiese bizantine, prima della stessa navata, nel nartece. Se ciò avveniva senza alcun "problema" da parte di chierici e popolo cristiano, allora significa che già nel 1951 il significato del simbolo era sostanzialmente perso e si conservava un certo rispetto solo perché la legge ecclesiastica lo imponeva. Modificata la legge è poi crollato tutto ma solo perché il crollo era avvenuto ben prima, nonostante le apparenze.
      Sì, sembra che oramai la Chiesa in occidente non esista proprio più...

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  2. Una, direi molto appropriata, disamina della problematica delle mutazioni liturgiche della Chiesa cattolica di rito latino, si può trarre dal libro di Alcuin Reid "Lo sviluppo organico della liturgia. I principi della riforma liturgica e il loro rapporto con il Movimento liturgico del XX secolo prima del Concilio Vaticano II", Cantagalli, Siena 2013, di cui qui (http://www.scuolaecclesiamater.org/2013/11/opera-di-dio-e-attivita-delluomo.html) si trova una recensione.

    Lycopodium

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    1. Molto interessante, soprattutto per chi ancora non conosce bene queste cose. Grazie!

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  3. A proposito del rito della Lavanda e delle pesanti innovazioni prima agite e poi sancite di recente dall'attuale papa, vedere: http://iteadiosephcusco.blogspot.it/2013/09/el-papa-y-la-confusion-liturgica.html .
    Il significato in positivo del rito è reperibile, ad opera dello stesso autore,qui: https://evangelizadorasdelosapostoles.wordpress.com/2013/04/01/los-varones-del-jueves-santo/ (n.b. è link del sito originario, indicato in calce all'articolo, è "misteriosamente" sparito).
    Lycopodium

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    1. Il presente papa, senza affatto offendere la persona ma cercando di qualificarlo nel modo più appropriato, è un uomo a-liturgico. La sua avversione per il simbolo è ben chiara ed è emersa in modo palese quando, in una certa occasione, ha cercato di staccare le mani giunte di un chiericchetto che lo serviva, nelle Grotte Vaticane. Tuttavia un sacerdote - e a fortiori un papa - che ha avversione per il simbolo liturgico non può che essere una contraddizione vivente, una afflizione che viene data alla Chiesa di cui è responsabile. Il sacerdote, infatti, essendo costituito per la liturgia (è questo il suo fine primario) non può che essere connaturato alle espressioni simboliche, nonché parte costitutiva di esse.

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  4. Un sacerdote e a fortiori un Papa che ha avversione per il simbolo liturgico si potrebbe anche dire che è un ateo...

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  5. Ho ricevuto un commento che non pubblicherò per volontà di chi me lo ha fatto. In buona sostanza mi si chiede quanto segue: "Il papa parla di essere docili allo Spirito e che lui stesso lo segue, dunque dovremo seguirlo pure noi. Ma tutto ciò è autentico o è una pura retorica per coprire intenzioni solo umane?". La domanda è precisa e mi solleciterà per una risposta più articolata in un prossimo post. Quello che al momento posso dire è che la nostra epoca di assurda decadenza religiosa si riempie la bocca di "Spirito" ma non ne conosce minimamente la sostanza. Può, una persona allergica alla simbolica liturgica, intenzionata a scolorire la pratica dei comandamenti (poiché la cosiddetta morale entra in questa pratica), di fatto ignara di spiritualità poiché vede spiritualità anche dove potrebbe esserci inganno, indifferente alle questioni teologiche, sentirsi guidare dallo Spirito? A mio avviso no assolutamente. Ne abbiamo prova lampante vedendo l'atteggiamento degli antichi padri, Atanasio, ad esempio. Atanasio difensore del dogma cristologico, Massimo il confessore, difensore delle due volontà in Cristo, Giovanni Damasceno che chiama "centesima eresia" l'Islam, Ambrogio di Milano che irride il paganesimo dei suoi tempi... Ma non solo! Più una persona si perfeziona nello Spirito (in modo autentico) più non vuole trascurare neppure uno iota, come è scritto nel Vangelo! Non solo un atto cattivo è riconosciuto come tale ma pure una intenzione, una remota intenzione a farlo, una semplice tentazione! Oggi che vediamo? Vediamo che esiste la rincorsa "in nome dello Spirito" ad atteggiamenti totalmente opposti: indifferentismo teologico, pasticci liturgici, lassismo morale. Se un'azione che porta o semplicemente inclina il piano a tutto ciò viene attribuita ad una ispirazione dello Spirito, ebbene qui non solo c'è un marchiano errore ma per giunta esiste una bestemmia: si attribuisce allo Spirito ciò che è estraneo ad Esso. Ci troviamo, dunque, dinnanzi a dei ciechi che conducono altri ciechi...

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