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lunedì 26 giugno 2017

Lettera aperta

Ricevo per conoscenza e volentieri pubblico questa lettera dalla quale tolgo, per ragioni comprensibili, i riferimenti.

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Caro padre,

la ringrazio per avermi inviato la sua conferenza che mi ha sorpreso, poiché non gliel'avevo richiesta. Infatti, per quanto culturalmente la cosa sia interessante e mi trovi ben disposto, in questo periodo sono concentrato nell'essenzialità e questo suo scritto non mi aiuta in tal senso.
In questo suo scritto, per quanto più dotto rispetto alla media del clero italiano, sembra vi sia la stessa propensione a non vedere i veri problemi ecclesiali dovuti ad una profonda mancanza di formazione teologica, spirituale e umana.

Tutto ciò è aggravato da una tendenziale gestione a concepire il proprio servizio sacerdotale più come potere che come missione evangelica con tutte le ricadute del caso, prima fra tutte un insignificante impatto pastorale. Eccezioni a parte, non credo, infatti, che i diversi eventi con cui il clero italiano si circonda siano "pastorali" poiché sono frutto del nostro tempo in cui apparire significa essere e la Chiesa appoggiata sull'apparenza fa presto a divenire qualcos'altro, avesse pure conservato formalmente tutto. È la realtà, come sempre, a ricordarcelo: nonostante in certi paesi europei il Cristianesimo sia ancora maggioritario, la domenica nelle chiese ci sono prevalentemente solo persone anziane né sembra che la cosa preoccupi molto. Umanamente parlando fra uno o due decenni i "negozi" chiuderanno, come sta chiudendo in molte parti quello cattolico.
Come vede oramai sono abbastanza disincantato: non sono queste le cose che, sinceramente, mi toccano dentro perché sono puro riflesso celebrativo istituzionale, nonostante buonissime intenzioni.

Noto che il fenomeno è trasversale: in questo senso oramai anche non poche chiese ortodosse in Italia si stanno muovendo come il Cattolicesimo, ossia su un piano di pura apparenza. Gli uomini autentici, davanti a ciò, si allontanano o preferiscono starsene zitti. La foto del latte, infatti, non nutrirà mai un bambino e la mamma che parla con le amiche del cuore dimenticando di nutrire il suo infante come se lo ritroverà?

Non prenda questa critica come un appunto personale ma come una confidenza perché, in effetti, sono abbastanza stanco di apparenze il cui fine, poi, è sempre molto concreto e secolare, non spirituale.

Mi sono accorto che non sono solo: diverse persone come me siamo "orfani di Chiesa" nonostante i suoi capi dichiarino ad alta voce di fare grandi e storiche cose. In realtà, i rappresentanti della Chiesa sono molto impegnati a parlarsi tra loro o con "chi conta" e sembra che noi fedeli non contiamo più ... Mi pare una cosa surreale: il Titanic affonda ed è come se il comandante e gli ufficiali non lo sappiano poiché sono intenti a lodarsi.

Un carissimo saluto con la richiesta di preghiere per me. Io mi ricorderò di lei nelle mie, piccole e povere.

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