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mercoledì 6 settembre 2017

Ispirazione e liturgia: alle radici della desolazione liturgica occidentale (2)

Approfondiamo un poco l'argomento precedente con una citazione tratta da un'opera di Leonzio di Bisanzio (V-VI sec.) contro l'innovatore liturgico Teodoro di Mopsuestia che inventa un'anafora (un nuovo prefazio e un nuovo canone per la liturgia eucaristica).
Riporto il passo greco tratto dalla Patrologia Graeca.

Τολμ κα τερον κακν τν ερημνων ο δετερον. ναφορν γρ σχεδιζει τραν παρ τν πατρθεν τας κκλησαις παραδεδομνην, μτε τν τν ποστλων αδεσθες, μτε δ τν το μεγλου Βασιλεου ν τ ατ Πνεματι συγγραφεσαν, λγου τινς κρνων ξαν· ν ναφορ βλασφημιν (ο γρ εχν) τελετὴν ἀπεπλήρωσεν.
(Leontius Byzantinus, Adversus incorrupticolas, qui arcanam et primigeniam nestorianorum impietatem sectantur et de hac eadem haeresi inquisitio et triumphus, PG 86, 1368C)

Di questo testo esiste una traduzione inglese (Hans Joachim Schultz, Byzantine Liturgy. Symbolic Structure and Faith Expression, 2e ed., New York 1986) nella quale si scrive:

He [Theodore of Mopsuestia] dared still another blashemous deed .... He composed another anaphora in opposition of the one which the Fathers had passed on to the Churches; he did not respect the anaphora of the Apostles or show reverence to the anaphora which Basil the Great wrote down under the influence of the Holy Spirit. As a result he put together a collection of blasphemies rather than of prayers.

(Egli [Teodoro di Mopsuestia] osava fare ancora un altro atto blasfemo .... Ha composto un'altra anafora in opposizione a quella che i Padri hanno trasmesso alle Chiese; egli non rispettò l'anafora degli Apostoli né mostrò rispetto all'anafora che Basilio il Grande scrisse sotto l'influenza dello Spirito Santo. Di conseguenza, ha messo assieme una raccolta di bestemmie piuttosto che di preghiere...).

In Italia esiste un libro con tutte le opere di Leonzio di Bisanzio ( Le opere, Cittanuova, 2001 Roma). A pag. 84 viene fatta la traduzione nel modo seguente:

[Teodoro di Mopsuestia] ha osato fare anche un'altra cattiveria non inferiore alle precedenti: ha inventato un'altra anafora diversa da quella tramandata dai Padri alla Chiesa, senza avere alcun rispetto né di quella degli apostoli, né di quella del grande Basilio scritta nello stesso spirito, non ritenendola degna nemmeno di menzione; con questa anafora riempì l'Eucarestia di bestemmie, non di preghiere.

Balza immediatamente all'occhio l'opposta interpretazione. Nel primo caso si ritiene che Basilio Magno (come tutti i Padri) sia ispirato dallo Spirito Santo nella redazione della Liturgia. Nel secondo caso il termine “spirito” è messo con la “s” minuscola quasi a suggerire che Basilio si sia adeguato allo spirito (leggi “alla mentalità”) degli apostoli redigendo la Liturgia.
Quindi in questa traduzione si suggerisce all'ignaro lettore che la Liturgia di Basilio sia il prodotto di una mentalità, non necessariamente di un dono divino.

Se questo è anche il pensiero della maggioranza dei liturgisti odierni, si capisce bene perché la Liturgia cattolica sia divenuta il campo delle improvvisazioni e delle composizioni testuali più incredibili e più lontane dalla tradizione dei Padri dal momento che, disconoscendo una ispirazione divina in questi ultimi, non si ritengono affatto vincolanti, né si ritiene vincolante l'eventuale Liturgia da loro composta o fatta comporre. E se i Padri hanno composto preghiere secondo il loro "estro", dettato anche dalla cultura del tempo, perché i moderni(sti) non devono fare altrettanto? 

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