Mi sono
giunte alcune attendibili voci che solo persone superficiali
potrebbero ritenere essere “gossip di sacrestia”. In realtà
indicano a che livello è giunto un certo Cattolicesimo odierno in
certi suoi esponenti. Sono punte di un iceberg il cui sommerso mi era
noto, almeno in buona parte, già molto tempo fa. Riporto i fatti seguiti
da una mia critica.
Primo fatto.
Ritiro del
clero in una diocesi del nord-est d'Italia. Il programma è quello di
fare meditare i sacerdoti su dei passi biblici. Il vescovo, anch'egli
convenuto, invita i presenti a cantare un inno allo Spirito Santo, il
Veni Creator. Tra il clero c'è un biblista piuttosto noto,
appartenente al presbiterio diocesano, che sbuffa dicendo: «Ma cosa c'entra
il Veni Creator?».
Secondo
fatto.
Un sacerdote
di quella medesima diocesi, di tendenze molto modernistiche, incontra
un suo collega di sensibilità opposta. Il primo cerca di
“convertire” il secondo accampando questo genere di “profonde” argomentazioni: «Ma perché non improvvisi anche tu qualche
preghiera durante la Messa? Guarda che anche chi ha composto le più
antiche preghiere era un uomo esattamente come noi!».
Il primo
fatto indica lo scollamento oramai quasi totale tra una certa
intellighenzia cattolica clericale e la preghiera. Il clero
che ha questo atteggiamento ritiene cosa inutile invocare lo Spirito
Santo in un ritiro di tipo biblico perché oramai, evidentemente!, è
sufficiente solo l'intelligenza umana, la filologia, la storia e la sicumera spocchiosa di qualche biblista per
enucleare i significati della Scrittura. Mentre nella consuetudine
antica della Chiesa è necessario cambiare il cuore, passando per la
penitenza e l'illuminazione, attraverso l'azione dello Spirito Santo
per essere elevati ad una comprensione più profonda delle Scritture (il teologo può essere tale solo se è illuminato da Dio!),
il clero modernista non crede più a tutto questo e ha una visione
totalmente ariana, ossia solo umana di Chiesa. Sono veramente agnostici, anche se non ancora perfettamente coscienti di esserlo.
Mentre nella
consuetudine antica si riteneva che la Scrittura era composta da
uomini divinamente ispirati, almeno nel suo contenuto essenziale,
costoro l'hanno totalmente spogliata della sua veste divina.
Sono state
raggiunte e ampiamente superate le posizioni del Protestantesimo
liberale!
Il secondo fatto ha la logica del primo, anche se i soggetti coinvolti sono
altri. Evidentemente quel tipo di ambiente ecclesiastico ha
un'atmosfera diffusamente mortifera. Anche qui si assiste ad una
professione totalmente ariana, ossia unicamente umana di Chiesa: la
Liturgia della Chiesa è fatta “da uomini come me e come te”!
Il clero
modernista (per definirlo esattamente con il termine che lo
qualifica) ha perso totalmente ogni concezione soprannaturale di
Chiesa. Ovviamente la Liturgia approvata dalla Chiesa è composta da
uomini, non essendo scesa dal Cielo, ma lo spirito che essa
trasmette, soprattutto se è una liturgia antica ed ortodossa, non è
puramente umano, non si muove con logiche semplicemente umane poiché
è l'estensione, seppur in altra forma e maniera, della
Rivelazione. Chi l'ha composta, nelle sue linee di fondo che
innervano tutto il tessuto liturgico, non era un uomo “come me e
come te” ma un uomo con vita nello Spirito! Che la Liturgia si spieghi anche con criteri filologici, storici e quant'altro non tocca assolutamente questo principio! Poi non si capisce perché
nella poesia di un poeta notoriamente acclamato si riconosce un'ispirazione, seppur umana, e in un compositore autorevole di testi
liturgici no! Questa è la logica di chi spoglia la Chiesa della sua
veste soprannaturale per ridurla al rango di una prostituta picchiata
ed abbandonata lungo un vicolo. Tale, in realtà, è lo spirito di
questa gente, lo spirito di un violentatore. Essi da troppo tempo hanno invaso come pidocchi velenosi la
Chiesa con il benestare delle più alte autorità le quali sono
sempre più come loro, abbacinate da loro, ammutolite davanti a loro. Questo è lo stato di gran parte
dell'Occidente cristiano. Che lo imparino e lo vedano tutti, una buona volta!
Essi hanno una loro comprensibile logica: se la Liturgia è fatta da "uomini come me e come te" può essere manipolata a piacimento, secondo i desideri del momento, può divenire soggetta ad ogni tipo di moda, soddisfare ogni attesa o gran parte delle attese psicologiche degli uomini, visto che le attese spirituali non sono più riconosciute come qualcosa di serio...
Sono più che convinto che gli antichi Padri della Chiesa, i quali erano abituati a chiamare le cose con termini inequivocabili, avrebbero definite queste liturgie con il termine di “sataniche”, esattamente come la “teologia” che spesso si sente proclamare qua e là e che scende da certe “cattedre di pestilenza”, espressione quest'ultima di Ireneo di Lione.
Sono brutti
ambienti e brutte persone, senza dubbio, perché profondamente disonesti con le radici evangeliche, anche se cercano di apparire
più che mai simpatici con l'avallo e il sostegno di chi non ha mai amato la Chiesa e la sua tradizione. D'altra parte, una figura istituzionale non si deve considerare "buona" perché fa il simpaticone ma solo se è fedele ai principi fondativi della realtà che rappresenta.
Le eccezioni
di questo ambiente mi sembrano sempre più eroiche e,
anche fossero composte da persone di non grande luce, in un cielo tenebroso come quello appena visto, paiono stelle polari.
Questo deve consolare: è segno che alla fine la menzogna non
potrà mai prevalere perché non ha mai avuto la stoffa dell'eternità, a differenza della verità fatta carne in Cristo.

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