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domenica 15 ottobre 2017

Gossip di sacrestia?

Mi sono giunte alcune attendibili voci che solo persone superficiali potrebbero ritenere essere “gossip di sacrestia”. In realtà indicano a che livello è giunto un certo Cattolicesimo odierno in certi suoi esponenti. Sono punte di un iceberg il cui sommerso mi era noto, almeno in buona parte, già molto tempo fa. Riporto i fatti seguiti da una mia critica.

Primo fatto.
Ritiro del clero in una diocesi del nord-est d'Italia. Il programma è quello di fare meditare i sacerdoti su dei passi biblici. Il vescovo, anch'egli convenuto, invita i presenti a cantare un inno allo Spirito Santo, il Veni Creator. Tra il clero c'è un biblista piuttosto noto, appartenente al presbiterio diocesano, che sbuffa dicendo: «Ma cosa c'entra il Veni Creator?».

Secondo fatto.
Un sacerdote di quella medesima diocesi, di tendenze molto modernistiche, incontra un suo collega di sensibilità opposta. Il primo cerca di “convertire” il secondo accampando questo genere di “profonde” argomentazioni: «Ma perché non improvvisi anche tu qualche preghiera durante la Messa? Guarda che anche chi ha composto le più antiche preghiere era un uomo esattamente come noi!».

Il primo fatto indica lo scollamento oramai quasi totale tra una certa intellighenzia cattolica clericale e la preghiera. Il clero che ha questo atteggiamento ritiene cosa inutile invocare lo Spirito Santo in un ritiro di tipo biblico perché oramai, evidentemente!, è sufficiente solo l'intelligenza umana, la filologia, la storia e la sicumera spocchiosa di qualche biblista per enucleare i significati della Scrittura. Mentre nella consuetudine antica della Chiesa è necessario cambiare il cuore, passando per la penitenza e l'illuminazione, attraverso l'azione dello Spirito Santo per essere elevati ad una comprensione più profonda delle Scritture (il teologo può essere tale solo se è illuminato da Dio!), il clero modernista non crede più a tutto questo e ha una visione totalmente ariana, ossia solo umana di Chiesa. Sono veramente agnostici, anche se non ancora perfettamente coscienti di esserlo.
Mentre nella consuetudine antica si riteneva che la Scrittura era composta da uomini divinamente ispirati, almeno nel suo contenuto essenziale, costoro l'hanno totalmente spogliata della sua veste divina.
Sono state raggiunte e ampiamente superate le posizioni del Protestantesimo liberale!

Il secondo fatto ha la logica del primo, anche se i soggetti coinvolti sono altri. Evidentemente quel tipo di ambiente ecclesiastico ha un'atmosfera diffusamente mortifera. Anche qui si assiste ad una professione totalmente ariana, ossia unicamente umana di Chiesa: la Liturgia della Chiesa è fatta “da uomini come me e come te”!
Il clero modernista (per definirlo esattamente con il termine che lo qualifica) ha perso totalmente ogni concezione soprannaturale di Chiesa. Ovviamente la Liturgia approvata dalla Chiesa è composta da uomini, non essendo scesa dal Cielo, ma lo spirito che essa trasmette, soprattutto se è una liturgia antica ed ortodossa, non è puramente umano, non si muove con logiche semplicemente umane poiché è l'estensione, seppur in altra forma e maniera, della Rivelazione. Chi l'ha composta, nelle sue linee di fondo che innervano tutto il tessuto liturgico, non era un uomo “come me e come te” ma un uomo con vita nello Spirito! Che la Liturgia si spieghi anche con criteri filologici, storici e quant'altro non tocca assolutamente questo principio! Poi non si capisce perché nella poesia di un poeta notoriamente acclamato si riconosce un'ispirazione, seppur umana, e in un compositore autorevole di testi liturgici no! Questa è la logica di chi spoglia la Chiesa della sua veste soprannaturale per ridurla al rango di una prostituta picchiata ed abbandonata lungo un vicolo. Tale, in realtà, è lo spirito di questa gente, lo spirito di un violentatore. Essi da troppo tempo hanno invaso come pidocchi velenosi la Chiesa con il benestare delle più alte autorità le quali sono sempre più come loro, abbacinate da loro, ammutolite davanti a loro. Questo è lo stato di gran parte dell'Occidente cristiano. Che lo imparino e lo vedano tutti, una buona volta!

Essi hanno una loro comprensibile logica: se la Liturgia è fatta da "uomini come me e come te" può essere manipolata a piacimento, secondo i desideri del momento, può divenire soggetta ad ogni tipo di moda, soddisfare ogni attesa o gran parte delle attese psicologiche degli uomini, visto che le attese spirituali non sono più riconosciute come qualcosa di serio...

Sono più che convinto che gli antichi Padri della Chiesa, i quali erano abituati a chiamare le cose con termini inequivocabili, avrebbero definite queste liturgie con il termine di “sataniche”, esattamente come la “teologia” che spesso si sente proclamare qua e là e che scende da certe cattedre di pestilenza, espressione quest'ultima di Ireneo di Lione.
Sono brutti ambienti e brutte persone, senza dubbio, perché profondamente disonesti con le radici evangeliche, anche se cercano di apparire più che mai simpatici con l'avallo e il sostegno di chi non ha mai amato la Chiesa e la sua tradizione. D'altra parte, una figura istituzionale non si deve considerare "buona" perché fa il simpaticone ma solo se è fedele ai principi fondativi della realtà che rappresenta. 


Le eccezioni di questo ambiente mi sembrano sempre più eroiche e, anche fossero composte da persone di non grande luce, in un cielo tenebroso come quello appena visto, paiono  stelle polari.
Questo deve consolare: è segno che alla fine la menzogna non potrà mai prevalere perché non  ha mai avuto la stoffa dell'eternità, a differenza della verità fatta carne in Cristo.

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