Di fronte alla pubblicità piuttosto sfrontata con la quale si pensa di legittimare e far "passare in cavalleria" le recenti azioni del patriarca Bartolomeo in favore delle chiese scismatiche ucraine, oltre a quanto detto mostriamo semplici eloquenti fatti.
Il 12 ottobre di quest'anno, un giorno dopo che Bartolomeo sollevò lo pseudo patriarca Filarete (*) da tutte le pene canoniche (cosa che avrebbe dovuto fare solo la Chiesa russa che gliele ha comminate e non senza fondatissima ragione), quest'ultimo ha inaugurato nella "sua" cattedrale della Santa Trasfigurazione dei dipinti assai singolari se non proprio blasfemi. In uno di questi, appare san Giorgio che, invece di infilzare il dragone come si vede tradizionalmente, infilza l'aquila bicipite, simbolo russo.
Il dipinto è incorniciato da diversi strani simboli tra cui le rune, usate dai nazisti tedeschi nella seconda guerra mondiale. Tutto ciò rimanda a possibili simpatie neo-naziste di Filarete. Un altro dipinto lo ritrae ad aeternam rei memoriam.
Oltre alla palese contrapposizione politica è chiara l'allusione a simbologie ideologiche pagane. Entrambe le realtà sono completamente estranee all'iconografia e all'ethos cristiano ma vengono qui rappresentate come cose perfettamente normali.
Aver legittimato una realtà così inquietante, pone domande di non poco rilievo. Manifesta, altresì, che Bartolomeo è sceso al livello di chi ha legittimato correndo il rischio tutt'altro che remoto di essere sconfessato da tutta l'Ortodossia, nel caso in cui persistesse e si estremizzasse ulteriormente. Ma prima dell'accadimento di una conseguenza così drammatica e logica, queste sue azioni lo hanno oramai estromesso dalla seria considerazione di non poche persone.
Sito originale dal quale sono tratte le immagini, vedi qui.
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[*] Il "patriarca" Filarete secondo questo racconto ha avuto una vita tutt'altro che specchiata: ex agente del KGB, monaco per la Chiesa ma unito con una donna per il regime sovietico, collaborò attivamente con i comunisti e perciò fece una fulminea carriera nella Chiesa. I figli da lui avuti conservano il pessimo ricordo di un padre dispotico e vendicativo, soprattutto quando veniva toccato nella sua vita privata.


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