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lunedì 19 novembre 2018

Modifica del "Padre nostro"

Sappiamo che la CEI ha voluto modificare la preghiera del "Padre nostro" sostituendo la frase "e non ci indurre in tentazione" con la frase "e non abbandonarci nella tentazione". L'idea di fondo è che Dio, essendo bontà, non può tentare.
Questo però è un puro ragionamento umano che non trova appoggio nella Rivelazione.
Il monaco atonita Paisios, ora santo, diceva che tutti gli errori del mondo cristiano in Occidente si possono ricondurre a uno solo: il razionalismo. Detto diversamente, quando dinnanzi alla Rivelazione invece d'iniziare a viverla, iniziamo a ragionarci su senza fine, o prima o poi la rendiamo "troppo umana" e ci allontaniamo da essa. 

È questo che spiega il cambiamento recente del Padre nostro che, per me, è una bestemmia. Infatti, il Signore è stato portato dallo Spirito nel deserto "per essere tentato", ossia per essere messo alla prova. Chi siamo noi, più del Signore per pensare che Dio non prova le persone? 
Il salmista dice che Dio lo ha purificato 7 volte come l'oro nel crogiolo. Evidentemente vogliamo essere più del salmista! 
San Paolo ricorda che "Dio assieme alla tentazione vi darà anche il modo di uscirne". Evidentemente questo insegnamento di san Paolo non vale nulla.... 
Queste riforme indicano un profondo VUOTO di spiritualità, ossia di vita in Cristo, vuoto colmato da soli ragionamenti che appiattiscono e svuotano la rivelazione. Siamo peggio che nell'eresia, almeno nelle eresie storiche c'era rispetto almeno per qualcosa...

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