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lunedì 1 aprile 2019

"Ortodossi" ucraini, concelebrano con preti cattolici in Slovenia


È un certo tempo che m'intrattengo ad osservare la situazione religiosa ucraina  complicata dalla creazione di una nuova "Chiesa" autocefala da parte del patriarca Bartolomeo,  generosamente ricompensato secondo non poche fonti e agenzie di stampa. La creazione di questa nuova "Chiesa" autocefala è andata contro tutte le regole previste nel mondo Ortodosso, regole che avrebbero chiesto maggior prudenza, un tempo di penitenza e una nuova imposizione delle mani su tutto il clero della precedente "Chiesa" dissidente, come NON è avvenuto. Al contrario, tale nuova "Chiesa" è stata  creata  senz'alcuna procedura regolare, violando i canoni e le prescrizioni antiche e con l'impeto personalistico e dispotico di Bartolomeo  che non ha voluto sentire consigli o critiche; Bartolomeo ha fatto spargere la voce che gli slavi sono contro i greci per il suo operato, una critica che è in realtà un paravento per ben altro. Così ultimamente si è irritato che una persona tutt'altro che antiellenica e pregiudizievole verso di lui, come l'arcivescovo di Tirana, abbia avanzato forti perplessità sul suo operato per il mancato riordino di chierici i quali, rebus sic stantibus, rimangono probabilmente dei semplici laici vestiti da prete (vedi qui). Ma Bartolomeo non vuole sentire obiezioni e sembra che il fatto di concelebrare con dei possibili laici non lo sconvolga affatto dal momento che lui, e nessun altro, ha deciso che non lo sono!!!
Nata senza osservare le tradizioni che la contraddicono, questa nuova "Chiesa" ucraina, continua ad operare senza attenersi a norme precise, anzi, sembrerebbe che ne prescinde con il tacito consenso o la tolleranza di Bartolomeo dal quale, di fatto, dipende (la sua autocefalia è più apparente che reale!). Ciò fa di essa il segno di una nuova ecclesiologia scismatica, a fianco di quella antica ortodossa e, soprattutto, la rende una base privilegiata per esperimenti e novità che dovrebbero condurre il mondo Ortodosso o ciò che di esso resterà, almeno nelle intenzioni di chi lo spera, all'unione con il mondo cattolico (modernista). Non a caso si parla sempre più insistentemente che l' "Unione" tra le due Chiese è prevista per il 2025, data simbolo in quanto anniversario del I Concilio di Nicea (325). Nel frattempo le due Chiese concelebrano già: sono già avvenute diverse concelebrazioni tra ucraini "ortodossi" e greco cattolici. Ultimamente, come in una certa misura è avvenuto in Slovenia vedi qui, questi "ortodossi" ucraini hanno concelebrato anche con preti latini. Bisogna precisare che questi esperimenti e "unioni" non sono il frutto di un amore per la fede e la verità, semmai di una sua incredibile relativizzazione e, perciò, oltre a creare ulteriore confusione, espanderanno ambienti fittizi solo nominalmente cristiani ma di fatto tagliati fuori dall'Una Santa Cattolica e Apostolica Chiesa. Un vero e proprio spirito di apostasia e di pratico indifferentismo si diffonde a macchia d'olio nelle strutture ecclesiastiche dell'antica Europa...

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