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lunedì 27 maggio 2019

Lo schiaffo di Anagni


Mi pesa un poco dover scrivere quanto segue ma è doveroso, anche se non entra direttamente in un tema liturgico. 

Il trionfo, perché tale è, della Lega condotta dal ministro Salvini è sulla bocca di tutti. Non entro in merito al valore politico o meno di tal ministro. Lo si può amare o lo si può odiare ma quanto si scrive sotto non cambierà.

Quello che mi sta a cuore sottolineare, come d'altronde ha fatto Vittorio Sgarbi, è che il vero sconfitto in tutto ciò è il papa sudamericano. 

Costui, infatti, ha bandito o fatto bandire una specie di crociata contro Salvini, nella speranza di essere ascoltato. Giusta o sbagliata che essa sia stata, è di certo un'interferenza in campo politico da parte clericale. Tale interferenza si è dimostrata inascoltata: gli italiani sollecitati da Bergoglio gli hanno tranquillamente voltato le spalle. Sì, è stata una sconfitta cocente. Ma c'è di più. 

Salvini che brandisce il rosario e ricorda di essere cristiano, per quanto umanamente possa avere tutte le contraddizioni di questo mondo, lo ha fatto in un modo tutt'altro che untuoso e, sembra, neppure pretestuoso. Il ricordo della religiosità ha ottenuto approvazione dalla gente. Così il ministro, in qualche modo è divenuto quasi un "sacerdote laico" sconfessando simbolicamente nella sua funzione il clero cattolico e, soprattutto, l'alto clero cattolico. Tutto ciò è avvenuto involontariamente ma, di fatto, è avvenuto poiché chi assisteva al suo comizio non ha fischiato dinnanzi alla religiosità di Salvini ma solo quando costui ha nominato il papa. 

Di qui la reazione irritata dell'episcopato italiano che ha colto perfettamente di essere stato spodestato dal cuore degli italiani. Il fatto che molti italiani abbiano approvato l'atteggiamento religioso di Salvini, rimanendo indifferenti ai vescovi, indica a qual punto di disaffezione sono giunti nei riguardi del clero promosso da Bergoglio. 

Sì, è stato un vero e proprio "schiaffo di Anagni" quello che abbiamo visto oggi il cui significato simbolico va ben oltre a quanto poteva significare con Bonifacio VIII. 

L'unico mio dubbio è che forse l'alto clero non se ne è accorto o non ne vuole prendere atto, probabilmente perché si crede ancora intoccabile, cosa che non è affatto scontata per nessuno. 

A tal proposito mi sembra utile riportare un commento trovato sul web che sintetizza in modo esemplare quanto ho esposto. Avviso che è redatto con un tono forte che io non approvo ma, anche per questo, è significativo e indica l'atmosfera di questo momento storico. 

"Il vero grande sconfitto di queste elezioni [...è] l'apostata col sottanone bianco con la sua congrega [...] (CEI) che albergano a sbafo come un tumore maligno nel corpo dello Stato italiano e di cui non si è trovata la cura DEFINITIVA per eradicarlo definitivamente. Nell’ultimo mese di campagna elettorale, tutto il complesso clericale che fa capo a Bergoglio si è esposto alla disperata contro Salvini arrivando di fatto a chiedere ai fedeli di votare tutti, tranne lui. 

E’ stato un gesto rischioso, perché scopriva la Chiesa alla possibilità di mostrarsi all’opinione pubblica, in caso di sconfitta, come ininfluente. 

Ebbene, come avevamo previsto, così è stato. E questo ha rivelato tutta l’irrilevanza della Chiesa moderna: non contate nulla e Dio è con noi

Avete chiesto di aprire i porti, gli italiani vi hanno chiuso le porte in faccia. 
Avete riacceso la luce agli abusivi, gli italiani l’hanno spenta a voi. 
Queste elezioni, voi, le avete trasformate in una sorta di ordalia, e avete perso. 
Da questo non si tornerà più indietro. 
Una piazza ha fischiato il vostro Papa, che non è il nostro. 
Vescovi, giornali ‘cattolici’ e intellettuali hanno descritto Salvini come una sorta di eretico: la risposta degli italiani è stata che voi siete gli eretici. 

Nulla sarà più come prima. Perché da ieri in poi, le vostre minacce suoneranno vuote come i vostri cuori. 
E lo sono pure le vostre chiese, che per colpa vostra, tanti fedeli stanno abbandonando. CONVERTITEVI !!".