La figura del sacerdote e, a maggior ragione, del vescovo, è molto importante al punto da influenzare tutta la Chiesa che a lui fa riferimento. In queste figure istituzionali il cristiano non deve vedere un semplice uomo ma quanto essi rappresentano. Deve soprattutto vedere quanto li trascende e che, nella misura loro consentita, essi rappresentano. Metto a confronto due esperienze lontane nel tempo e nel contenuto. La prima, che ricordo solo a memoria e riporto nella sua sostanza, riguarda Pio XI, la seconda Bergoglio, entrambi vescovi di Roma e papi.
Sono esperienze disarmanti che mostrano il miserevole livello nel quale è scaduta la Chiesa di Roma.
Sono esperienze disarmanti che mostrano il miserevole livello nel quale è scaduta la Chiesa di Roma.
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"Mi fecero entrare nel suo studio e vidi personalmente il papa. Pio XI non figurava per me come un semplice uomo, né come il semplice papa odierno. Vedevo in lui i secoli, la tradizione della Chiesa. Scorgevo papa Gregorio, papa Innocenzo e su su fino alla sua persona. Mi parlò ma non furono parole di semplice uomo. In lui parlava quella tradizione plurisecolare da lui rappresentata".
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"L’ho visto, domenica. Da lontano. Agita le braccia ma potrebbe essere il
vento a muovergliele. Parla ma nei suoni che emette c'è solo il mondo,
non ansia di Dio, non dolore del peccato, non sollecitudine per le
anime.
E sospetti che sia già morto.
Sì: il papa è morto. E chi vediamo è solo una cosa che ha l’immagine della vita. Come la carcassa di un cane travolta dalla torrente. Sembra nuotare, muoversi. Ma è solo una orribile imitazione della vita".
E sospetti che sia già morto.
Sì: il papa è morto. E chi vediamo è solo una cosa che ha l’immagine della vita. Come la carcassa di un cane travolta dalla torrente. Sembra nuotare, muoversi. Ma è solo una orribile imitazione della vita".
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