Il monastero di Grigoriou, situato nella costa occidentale della penisola atonita, è un monastero cenobitico greco. Nella comunità c’è anche qualche monaco di diversa nazionalità. L’ho visitato diverse volte al punto da sentirmi come a casa. Lo raccomando quale punto di riferimento per chi vuol conoscere l’Ortodossia tradizionale. Questo monastero ha un’atmosfera accogliente e rispettosa ma ferma in quelle che sono le basi dell’Ortodossia, che poi sono le basi stesse del Cristianesimo.
Nella sua comunità ci sono anche monaci di ottima formazione intellettuale e, oltre al greco, si parla correntemente l’inglese, il francese e il russo.
Personalmente non ho nulla da dubitare riguardo alla serietà di questo luogo e alla sua vita liturgica e ascetica. Perciò, pur non avendolo letto, segnalo ai lettori uno studio curato da questi monaci e inviato per il momento solo ai vescovi greci sulla crisi ucraina che, come purtroppo sappiamo, ha destabilizzato tutto il mondo ortodosso mettendolo nel rischio di uno scisma.
Detto brevemente: l’America per ragioni geopolitiche ha bisogno di isolare la Russia e, laddove è utile, non disdegna di appoggiare questo o quel movimento religioso per i suoi scopi secolari. La creazione di una fittizia Chiesa autocefala Ucraina, obbedisce a questo disegno. Il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, si è prestato al gioco geopolitico americano andando, però, contro molte disposizioni ecclesiastiche che regolano le relazioni tra le Chiese nel mondo ortodosso e mal interpretando volutamente altre per i suoi fini. Egli, attraverso ciò, ha perfezionato un concetto di Chiesa molto verticistico (ben oltre il modello Cattolico-romano di un tempo) dove ciò che conta è la volontà del capo, il suo modo di interpretare le leggi, non le leggi stesse e la tradizione che sono ben antecedenti a tal capo e chiedono di essere rispettate. In tal modo il capo diventa autoreferente e sopra di lui non c’è nulla, il che è tipico di un regime totalitario, non della Chiesa del Nuovo Testamento.
Lo studio di Grigoriou si basa, perciò, sui canoni, la storia e le tradizioni della Chiesa ortodossa in confronto con le indebite innovazioni avvenute e imposte autoritativamente in questi ultimi anni.
La reazione ottenuta da parte fanariota (lo vediamo nel sito favorevole a Bartolomeo “Fos Fanariou”) è totalmente priva di argomenti solidi, dal momento che non può recarne neppure uno senza distorcerne le fonti. Al posto di un discorso serio vengono proposte accuse da taverna, illazioni faziose, discorsi emotivi contro ogni buon senso. Se questa è la posizione ufficiale del Fanar, e sembra proprio che lo sia, possiamo senza dubbio dire che oggi tale istituzione, un tempo venerabile, ha toccato il punto più basso di tutta la sua storia.

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