Fonema vagante è una bella espressione filosofica strutturalista. Nel mio caso indica quel genere di persona molto chiassosa che impone il suo chiasso ovunque va, incurante del fatto che, in alcuni ambiti, è necessario un sacro silenzio o un atteggiamento moderato.
È il caso del Monte Athos, la penisola che ospita diversi monasteri bizantini.
Ci sono tornato di recente, avendola conosciuta già diverse volte, anni fa'.
Il nostro mondo quotidiano è spesso fatto di molta dispersione e confusione, al punto che facciamo entrare questa caoticità nelle nostre chiese con il risultato pratico di avere una vita spirituale pressoché inesistente.
Chi si è formato (o sformato) con questo stile tende inevitabilmente a proiettarlo anche dove non esiste sporcandone l'aria.
Il mio recente viaggio, così, mi ha fornito un magnifico ventaglio di situazioni paradossali. L'Athos tende all'essenziale, sforbicia via i fronzoli, si concentra nella preghiera, conosce un amore ascetico per il prossimo totalmente privo di morbosità, esteriorità o romanticismi, abborrisce la vanità e il culto narcisistico di se stessi...
Le persone che ho incontrato prima di entrare nell'Athos mi mostravano tutta la "polvere" del nostro mondo agnostico:
- in areoporto, nella figura di un prete greco proveniente dall'Italia, vestito da "fighetto", molto narciso e mondano;
- a Ouranoupoli, ultima cittadina prima dell'Athos, nella figura di alcuni laici italiani che facevano della conoscenza sui monasteri atoniti un'occasione di vanità personale.
- in areoporto, nella figura di un prete greco proveniente dall'Italia, vestito da "fighetto", molto narciso e mondano;
- a Ouranoupoli, ultima cittadina prima dell'Athos, nella figura di alcuni laici italiani che facevano della conoscenza sui monasteri atoniti un'occasione di vanità personale.
Che hanno capito costoro della silenziosa sapienza monastica?, mi sono chiesto. Tanto l'Athos è un invito alla silente sapienza, tanto costoro riempiono di rumore l'aria per mettere al centro di tutto loro stessi. Ma sono "loro" che salvano o è qualcun Altro? Che tristezza!
Lasciati i "fonemi vaganti" alle mie spalle mi ha rinfrancato l'atmosfera dei monasteri che curano quanto sta veramente alla base di tutto: la preghiera liturgica.
I monaci hanno salutato la fine del periodo pasquale portando in processione l'icona della resurrezione, prosternandovisi davanti e cantando il tropario pasquale. Hanno poi fatto un'agripnìa o veglia, ossia una preghiera notturna per la festa dell'Ascensione di Cristo.
Gli stessi gesti, gli stessi canti ripetuti da secoli. La stessa atmosfera che fa sollevare lo sguardo del cuore verso la patria comune.
Ho avuto anche qualche dialogo con alcuni monaci. "Ci giunge qualche rivista dalla Chiesa cattolica greca - mi ha detto un monaco - e leggiamo quanto afferma il nuovo papa". "Ci dà molta tristezza - ha aggiunto - perché notiamo che tra la qualità degli scritti dei Padri e quanto da lui affermato esiste un vero e proprio abisso spirituale".
Questa è la verità, al di là di tanti abbracci e convenevoli ecumenici! Dov'è la qualità spirituale? La Chiesa si è ridotta tutta ad una sagra di esteriorismi?
I monaci non possono non guardare tutto ciò da una prospettiva "alta" perché solo guardando verso l' "alto" ognuno può sollevare almeno un poco la propria vita, non cercando continue giustificazioni alle proprie debolezze o facendo finta che gli errori non siano più tali.
Ho avuto anche qualche dialogo con alcuni monaci. "Ci giunge qualche rivista dalla Chiesa cattolica greca - mi ha detto un monaco - e leggiamo quanto afferma il nuovo papa". "Ci dà molta tristezza - ha aggiunto - perché notiamo che tra la qualità degli scritti dei Padri e quanto da lui affermato esiste un vero e proprio abisso spirituale".
Questa è la verità, al di là di tanti abbracci e convenevoli ecumenici! Dov'è la qualità spirituale? La Chiesa si è ridotta tutta ad una sagra di esteriorismi?
I monaci non possono non guardare tutto ciò da una prospettiva "alta" perché solo guardando verso l' "alto" ognuno può sollevare almeno un poco la propria vita, non cercando continue giustificazioni alle proprie debolezze o facendo finta che gli errori non siano più tali.
Ma per giungere a questa visione spirituale, espressione di un mondo eterno, è necessario superare molte prove, anche la prova dei "fonemi vaganti" e, ahimé, della stessa Ouranoupoli che da umile cittadina di pescatori è divenuta una specie di "Las Vegas religiosa".
Ovunque, lungo la stradina principale, brillano botteghe come se fossero negozi di alta moda. In realtà, vendono articoli religiosi o icone ma talmente ammiccanti da essere dei veri e propri oggetti di bigiotteria. Dove sono le icone classiche di un tempo, quelle che esprimevano il messaggio religioso senza snervarlo con un eccessivo abbellimento estetico?
Oggi le icone in vendita ad Ouranoupoli non solo hanno il fondo d'oro tirato a specchio (inutile sfoggio, visto che non rispondono ad un'utilità pratica) ma su quel fondo dorato ci sono molti ricami a rilievo su ognuno dei quali brilla uno strass. I nimbi dei santi sono impreziositi da una fila di perle. Il prezzo di tali manufatti è scandalosamente alto e se si esce da quelle boutiques senza aver comperato nulla, gli esercenti rimangono delusi, segno che quanto conta per loro è, oramai, il dio denaro. Questo stride fortemente se si considera che siamo alle porte dell'Athos, dove ciò che conta è ben altro!
Sì, davanti ad oggetti così non si riesce a pregare. Sono icone da mettere nel "salotto borghese" assieme ai preti di "plastica" (ortodossi o cattolici che siano, quando sono mondani sono tutti uguali) e che vestono Armani, in giacca, cravatta e gilet e, per colmo del ridicolo, non li sanno neppure indossare, nel senso che gli cadono proprio male!
Anche questi oggetti religiosi svuotano, loro malgrado, il sacro rendendolo vanità, come lo è tutto il mondo dei "fonemi vaganti".
L'Athos, invece, chiede silenzio e umiltà. Solo con ciò l'uomo può giungere ad avvertire la presenza divina e, con questa, guarire da tutte le sue malattie spirituali. Ed è solo così che la Chiesa può risorgere.
Un'altra via di guarigione non esiste. Questo è il perenne messaggio ed esperienza della Chiesa stessa.
Un'altra via di guarigione non esiste. Questo è il perenne messaggio ed esperienza della Chiesa stessa.






