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giovedì 1 agosto 2019

Le false iconografie

Gentili lettori, alcuni anni fa ho parlato di icone vere e icone false, ossia di immagini che possono essere proposte al culto cristiano e immagini che non sono proponibili per disparati motivi. Le icone vere sono tutte quelle immagini tradizionali che ossequiano la verità rivelata e, allo stesso tempo, invitano alla devozione, all'elevazione spirituale, all'imitazione. Sono uno stimolo alla preghiera e alla contemplazione del mondo ultraterreno, contemplazione per illuminare, nei limiti del possibile, anche l'al di qua.
Le icone false possono avere lo stile formale delle icone vere e possono essere fatte anche da mani esperte, come quelle che sotto esporrò. Ma hanno tutt'altro significato. Alla fine, il loro è un significato puramente etico o semplicemente secolaristico. E' perciò singolare che possano essere fatte, come nel nostro caso, da un uomo teoricamente di Chiesa, un religioso francescano.

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L'artista
Si tratta del frate francescano Robert Lentz il quale, dotato di un'ottima capacità iconografica, vuole convertire lo stile bizantino nelle varie culture, come dice lui, per esprimerne il meglio. I risultati lasciano quanto meno perplessi perché qui i santi (o presunti tali) non esprimono l'ascesi tradizionale, la fuga mundi ma pure istanze sociologiche o, addirittura, un culto sincretistico se non rovesciato. 
E, a questo punto, è lecito chiedersi: questa gente a cosa o a chi rivolge il suo culto dietro le apparenze cristiane? 
Il nostro artista segue più piste, da quella tradizionale ortodossa a quella sociologico-marxista, a quella ecumenistico-indifferentista, a quella gay, fino a pervenire a quella demonologica.

Icone tradizionali-ortodosse: 

St. Seraphim of Sarov - Learn more about Robert's work at www.robertlentz.com/selected-works/
san Serafino di Sarov
copyright Robert Lentz

Risultati immagini per robert lentz

san Seraphim Rose di Platina
copyright Robert Lentz


Icone sociologico-marxiste
L'immagine può contenere: 1 persona, cappello
"san" Oscar Romero
copyright Robert Lentz


L'immagine può contenere: 1 persona, cappello e testo
"san" Cesare Chavez
copyright Robert Lentz


Icone ecumenico-indifferentiste

Immagine correlata


"san" Giovanni Bach
copyright Robert Lentz


Mohandas Gandhi Painting - Mohandas Gandhi - Rlmog by Br Robert Lentz OFM

"san" Mohandas Ghandi
copyright Robert Lentz



"san" Rumi di Persia
copyright Robert Lentz

Risultati immagini per robert lentz francis

san Francesco e il Sultano
(si noti come entrambi 
sono immersi nel fuoco divino)
copyright Robert Lentz

Icone gay o tradizionali 
con sotteso messaggio gay

Risultati immagini per robert lentz

san Polyenktos e Mearchos
copyright Robert Lentz


Risultati immagini per robert lentz

santi Gionata e David
copyright Robert Lentz



https://www.trinitystores.com/sites/default/files/styles/artwork/public/artwork/image/RLFDB.jpg

"santi" Philip e Daniel Berrigan
copyright Robert Lentz
(Il primo attivista gay, 
il secondo sacerdote sposato)


https://gayspirituality.typepad.com/.a/6a00d8341d27db53ef012875e556cd970c-600wi

"sant'" Harven Milk di san Francisco
(fondatore del movimento gay)
copyright Robert Lentz

Icone sensuali e demonologiche: 

Immagine correlata

Il "buon pastore"
copyright Robert Lentz
(si noti il simbolo del caprone cornuto 
al posto della pecora)

Risultati immagini per robert lentz
copyright Robert Lentz



copyright Robert Lentz

Quest'ultima "icona", la più inquietante, 
manifesta un "Cristo" cosmico inviato o ispirato 
da un demone danzante.

giovedì 27 giugno 2019

La fine delle illusioni: un nuovo 1054

Il Metropolita americano fanariota Elpidophoros, probabile successore di Bartolomeo I

Le recenti vicende ecclesiali in Oriente non riportano nulla di buono.
L’Oriente bizantino, così meritevole d’aver conservato una tradizione teologico-spirituale unica che ancora si perpetua in alcune sue realtà monastiche, sta attraversando un pesante periodo di crisi e sta cercando di trascinare altre Chiese ortodosse nel nella sua difficile situazione.
Ovviamente, una certa stampa e alcuni siti internet cercano di dipingere una realtà piuttosto rosea e ottimistica ma, anche in tal caso, lasciano interdetto il lettore perché, senza volerlo, fanno intuire troppe cose che non quadrano.
Nel 1054 si consumò lo scisma Oriente-Occidente. Questo scisma fu motivato dal fatto che le Chiese si erano troppo differenziate tra loro. In realtà, tale differenziazione divenne aperto contrasto anche e soprattutto per questioni politiche che si celavano dietro ai dibattiti religiosi.
Come allora, oggi dietro al “1054” dell’Ortodossia greca, c’è la politica: la potente influenza americana negli ambienti del Fanar [il “Vaticano greco” a Istanbul] per fini di controllo geopolitico. L’iniziativa ecclesiale in Ucraina di Bartolomeo I, animato dall’idea di “unire” la Chiesa ortodossa di quella nazione sotto la sua obbedienza, ha sortito l’effetto opposto: non solo non ha unito le tre precedenti  Chiese nazionali, ma indirettamente ne creata un’altra poiché il bizzoso “patriarca” Filarete, che doveva rimanere dimissionario nella nuova Chiesa voluta da Bartolomeo, ha rivendicato il suo diritto di non essere accantonato. Così, oggi l’Ucraina si trova in una condizione peggiore: con quattro Chiese di cui una sola riconosciuta dall’Ortodossia mondiale ma disconosciuta da Bartolomeo.

Quest’ultimo ha recentemente posto sul trono d’America il suo braccio destro: il metropolita Elpidophoros, il grande teorico del “papato orientale”, del primus super pares.
Il “papato orientale” è un’invenzione ecclesiologica in aperto contrasto con l’ecclesiologia tradizionale ortodossa. Se l’Oriente scopre d’aver bisogno di un papato, storicamente tale papato esiste in Occidente, a Roma, e non si capisce perché ne deve creare un altro su basi tutt’altro che stabili, rispetto a quello occidentale [*].

Ma se l’Oriente, in base alla sua ecclesiologia tradizionale, sente di non aver bisogno di un papato, perché dovrebbe accettare quello artificiale di Bartolomeo? Siamo al colmo del ridicolo! Il bello è che nelle asserzioni di Elpidophoros, chi non accetta questo papato artificiale sarebbe addirittura eretico:

“Lasciatemi aggiungere che il rifiuto di riconoscere il primato all’interno della Chiesa ortodossa, un primato che necessariamente non può non essere incarnato da un primus (cioè da un vescovo che ha la prerogativa di essere il primo tra i suoi compagni vescovi) costituisce nientemeno che un’eresia. Non si può accettare, come spesso si dice, che l’unità tra le Chiese ortodosse sia salvaguardata da una norma comune di fede e culto o dal Concilio ecumenico come istituzione. Entrambi questi fattori sono impersonali mentre nella nostra teologia ortodossa il principio di unità è sempre una persona. Infatti, a livello della Santa Trinità il principio di unità non è l’essenza divina ma la Persona del Padre (o “monarchia” del Padre), a livello ecclesiologico della Chiesa locale, il principio di unità non è il presbiterio o il culto comune dei cristiani ma la persona del vescovo, quindi a livello pan-ortodosso il principio di unità non può essere un’idea né un’istituzione ma dev’essere, se vogliamo essere coerenti con la nostra teologia, una persona... Nella Chiesa ortodossa abbiamo un primus, ed è il patriarca di Costantinopoli” [**].

Queste asserzioni sembrano dei vaneggiamenti: mentre nel mondo cattolico il papa è definito “vicario di Cristo”, Elpidophoros sostiene che il patriarca diverrebbe una specie di “vicario del Padre”! Cristo che, nell’ecclesiologia neotestamentaria paolina (l’unica sensata!), è il capo del Corpo che è la Chiesa, non è sufficiente a spiegare l’unità della Chiesa! Bisogna perfezionare san Paolo e introdursi nel piano intratrinitario, ficcare il naso tra le Persone divine dove non ci è consentito entrare, come già diceva san Gregorio di Nazianzo, per mettere le mani addirittura sulla persona del Padre, il cui vicario sarebbe … il Patriarca di Costantinopoli! [***]

Oltretutto, qui abbiamo una profonda e insanabile contraddizione: quando nel 1054 Costantinopoli rifiutò il primato del papa, poi ulteriormente esplicitato da Innocenzo III nel XIII sec., lo fece anche perché vi vedeva in esso un’ “innovazione sostanziale e incompatibile” rispetto alla dottrina precedente: quella di un primus super pares!

Oggi, quasi mille anni dopo, Bartolomeo I ritiene questa dottrina veritiera e canonica de facto. Ma, se ciò è vero, perché non accetta il primato del papa? Forse perché dovrebbe accontentarsi di un semplice secondo posto? Penso sia l’unica risposta, visto il modo quanto meno spensierato con cui s’interpretano la tradizione e i sacri canoni.

Lancinanti contraddizioni nella dottrina, innovazioni illogiche (almeno in riferimento alle antiche tradizioni), secolarismo e assenza di scrupoli nella conduzione ecclesiale, sono oramai le note distintive dell’ultima parte del patriarcato di Bartolomeo I, circondato da pavidi e interessati cortigiani che accettano ogni suo capriccio pur di essere da lui ben visti. Rari sono quelli che, sulla base almeno del buon senso, ammettono che i chierici non sono i “padroni” della Chiesa ma i servitori della stessa e che, quindi, si devono attenere alle tradizioni e alle loro sapienti logiche.

Purtroppo il nostro è un periodo in cui regna la confusione, e ciò è possibile perché al posto dell’umiltà i capi hanno spesso incarnato la stravaganza e l’orgoglio, in Occidente come in Oriente.
Assisteremo, dunque, a scismi in ogni parte del Cristianesimo e pure l’Ortodossia, che fino ad oggi marciava praticamente compatta, inizierà a frantumarsi  almeno in due obbedienze: quella fanariota (che aggregherà in buona parte i greci più sensibili all’etnos che al dogma) e la restante che cercherà di mantenere l’assetto precedente. I grandi sogni di dominio del Fanar, si ridurranno, così, a poca cosa e il “papa di plastica” orientale potrà fare il despota solo su poche migliaia di greci.



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Note

[*] Mentre il primato romano è appoggiato sul fatto storico che san Pietro è morto e sepolto a Roma (principio apostolico), il primato costantinopolitano è unicamente politico: si appoggia sul fatto che Costantinopoli è la capitale di un impero che oggi, però, non esiste più. Non esistendo più l’impero che diritto ha ancora e su cosa si appoggia il primato del Patriarcato Ecumenico se non su una semplice consuetudine perpetuata, per pura convenienza politica, dai sultani nella turcocrazia? E questo sarebbe un “principio ecclesiologico” valido per sempre, quando, al contrario, è espressione evidente di una convenzione di un ben preciso periodo storico?

[**] Vedi qui.



[***] È molto importante notare che per la teologia ortodossa, diretta erede della patristica greca, la realtà si divide in creata (noi stessi e il mondo di cui facciamo parte) e in increata (Dio). Non si può e non si deve fare confusione mescolando questi due piani o giudicando l’increato con il metro del creato. Ecco perché, visto a posteriori, l’ecclesiologia paolina è sensata: pone Cristo a capo della Chiesa perché la Chiesa è una realtà creata – almeno nella sua componente umana – e Cristo in quanto Dio che però diviene uomo (di natura creata) ne è capo. Entrare nell’increato – la Trinità – servendosi di categorie umane e proiettandovi i propri bisogni o ragionamenti è assurdo. Non a caso il mondo cattolico, che in questo si è dimostrato più tradizionale, definisce il papa “vicario di Cristo” e non “vicario del Padre”, come fa Elpidophoros. Servirsi di categorie intratrinitarie per l’Ecclesiologia è assolutamente ardito, stupefacente e antitradizionale. Significa andare contro la mentalità di tutta la patristica greca. Con tutto ciò Elpidophoros crede di essere “coerente” con la teologia ortodossa! La natura di Cristo è duplice, divina e umana, ed è grazie a questa duplicità che Egli è ponte ed è capo della Chiesa, come realtà che in qualche modo riflette la duplicità della sua natura. Ma porre il Padre (increato e coeterno) come capo della Chiesa (contrariamente a quanto dice san Paolo), di cui il Patriarca Ecumenico sarebbe il “vicario”, comporta o la sola natura divina della Chiesa o la sola natura creata del Padre. Ciò mostra con solare evidenza l’eresia del ragionamento di Elpidophoros e di quanti gli sono stati maestri instradandolo in questa direzione.

lunedì 27 maggio 2019

Lo schiaffo di Anagni


Mi pesa un poco dover scrivere quanto segue ma è doveroso, anche se non entra direttamente in un tema liturgico. 

Il trionfo, perché tale è, della Lega condotta dal ministro Salvini è sulla bocca di tutti. Non entro in merito al valore politico o meno di tal ministro. Lo si può amare o lo si può odiare ma quanto si scrive sotto non cambierà.

Quello che mi sta a cuore sottolineare, come d'altronde ha fatto Vittorio Sgarbi, è che il vero sconfitto in tutto ciò è il papa sudamericano. 

Costui, infatti, ha bandito o fatto bandire una specie di crociata contro Salvini, nella speranza di essere ascoltato. Giusta o sbagliata che essa sia stata, è di certo un'interferenza in campo politico da parte clericale. Tale interferenza si è dimostrata inascoltata: gli italiani sollecitati da Bergoglio gli hanno tranquillamente voltato le spalle. Sì, è stata una sconfitta cocente. Ma c'è di più. 

Salvini che brandisce il rosario e ricorda di essere cristiano, per quanto umanamente possa avere tutte le contraddizioni di questo mondo, lo ha fatto in un modo tutt'altro che untuoso e, sembra, neppure pretestuoso. Il ricordo della religiosità ha ottenuto approvazione dalla gente. Così il ministro, in qualche modo è divenuto quasi un "sacerdote laico" sconfessando simbolicamente nella sua funzione il clero cattolico e, soprattutto, l'alto clero cattolico. Tutto ciò è avvenuto involontariamente ma, di fatto, è avvenuto poiché chi assisteva al suo comizio non ha fischiato dinnanzi alla religiosità di Salvini ma solo quando costui ha nominato il papa. 

Di qui la reazione irritata dell'episcopato italiano che ha colto perfettamente di essere stato spodestato dal cuore degli italiani. Il fatto che molti italiani abbiano approvato l'atteggiamento religioso di Salvini, rimanendo indifferenti ai vescovi, indica a qual punto di disaffezione sono giunti nei riguardi del clero promosso da Bergoglio. 

Sì, è stato un vero e proprio "schiaffo di Anagni" quello che abbiamo visto oggi il cui significato simbolico va ben oltre a quanto poteva significare con Bonifacio VIII. 

L'unico mio dubbio è che forse l'alto clero non se ne è accorto o non ne vuole prendere atto, probabilmente perché si crede ancora intoccabile, cosa che non è affatto scontata per nessuno. 

A tal proposito mi sembra utile riportare un commento trovato sul web che sintetizza in modo esemplare quanto ho esposto. Avviso che è redatto con un tono forte che io non approvo ma, anche per questo, è significativo e indica l'atmosfera di questo momento storico. 

"Il vero grande sconfitto di queste elezioni [...è] l'apostata col sottanone bianco con la sua congrega [...] (CEI) che albergano a sbafo come un tumore maligno nel corpo dello Stato italiano e di cui non si è trovata la cura DEFINITIVA per eradicarlo definitivamente. Nell’ultimo mese di campagna elettorale, tutto il complesso clericale che fa capo a Bergoglio si è esposto alla disperata contro Salvini arrivando di fatto a chiedere ai fedeli di votare tutti, tranne lui. 

E’ stato un gesto rischioso, perché scopriva la Chiesa alla possibilità di mostrarsi all’opinione pubblica, in caso di sconfitta, come ininfluente. 

Ebbene, come avevamo previsto, così è stato. E questo ha rivelato tutta l’irrilevanza della Chiesa moderna: non contate nulla e Dio è con noi

Avete chiesto di aprire i porti, gli italiani vi hanno chiuso le porte in faccia. 
Avete riacceso la luce agli abusivi, gli italiani l’hanno spenta a voi. 
Queste elezioni, voi, le avete trasformate in una sorta di ordalia, e avete perso. 
Da questo non si tornerà più indietro. 
Una piazza ha fischiato il vostro Papa, che non è il nostro. 
Vescovi, giornali ‘cattolici’ e intellettuali hanno descritto Salvini come una sorta di eretico: la risposta degli italiani è stata che voi siete gli eretici. 

Nulla sarà più come prima. Perché da ieri in poi, le vostre minacce suoneranno vuote come i vostri cuori. 
E lo sono pure le vostre chiese, che per colpa vostra, tanti fedeli stanno abbandonando. CONVERTITEVI !!".

martedì 9 aprile 2019

L’autorità nella Chiesa e l’autorità dei Concili ecumenici Alcune considerazioni a proposito di certe affermazioni del metr. Hierotheos



Introduzione

Di recente Sua Eminenza, il Metropolita Hierotheos di Nafpaktos ha commentato che “tutti gli altri Patriarcati portano il [loro] titolo solo attraverso l'economia [la condiscendenza legislativa] e la “buona volontà” di Costantinopoli. In un certo senso non sono Chiese autocefale piene e complete, perché esistono a discrezione del Patriarcato di Costantinopoli e non sono mai state ratificate da alcun Concilio ecumenico”[1].
Ciò non riflette in modo accurato la struttura dell'autorità della Chiesa né il contesto dei Concili ecumenici. La dichiarazione del Metropolita presuppone che le decisioni dei Concili ecumenici siano la più alta autorità nella Chiesa. Il Patriarca di Serbia, tuttavia, è più corretto quando nella sua lettera al Patriarca Bartolomeo (13 agosto 2018) [2] afferma che le autocefalie delle Chiese sono radicate nelle circostanze storiche e nell'accordo panortodosso di tutte le Chiese, essendo queste come l'autorità principale.

Il metr. Hierotheos non riconosce che un Concilio ecumenico non ha alcuna autorità propria. Riceve la sua autorità come “ecumenico” in virtù dell'intera Chiesa accettandolo come autorevole. Se tutta la Chiesa accetta le attuali autocefalie come autentiche, allora non è necessario alcun Concilio ecumenico. Se Costantinopoli vuole cambiare o abolire l'ordine corrente, sta andando contro un accordo già esistente. Così il suo nuovo ordine sarà quello che sarà, insostanziale, e non esisterà in modo “pieno” senza l'approvazione di tutte le altre Chiese. Il metr. Hierotheos sta invertendo le cose e pone la "buona volontà" di Costantinopoli al di sopra della "buona volontà" di tutto l’insieme delle Chiese. Storicamente ed ecclesiologicamente nessuna parte della Chiesa ha l'autorità assoluta o l'ultima parola, ma solo l'accordo di tutto l’insieme delle Chiese. Spesso la prima parola autoritativa giunge da qualche parte inaspettata, qualcuno che non è immediatamente al comando (un diacono di Alessandria, un vescovo di Efeso, un monaco nel deserto) e poi la parola finale viene elaborata nel tempo come qualcosa di conciliare. La vita, l'ordine e la verità della Chiesa non sono la portata di un singolo Patriarcato né di un singolo Concilio. Costantinopoli potrebbe aver emesso i vari Tomoi, ma le circostanze storiche e il riconoscimento delle altre Chiese è ciò che ha reso la determinazione finale.

Natura delle due diverse ecclesiologie in scontro nell’Ortodossia, quella fanariota e quella di tutte le altre Chiese.

Vorrei sottolineare che ci sono due diverse ecclesiologie che emergono in questo momento, e non tutti hanno veramente osservato le implicazioni o le fonti delle opinioni che stanno sostenendo, quindi è bene portarle farle ulteriormente emergere.

Il primo punto di vista dell'autorità nella Chiesa potrebbe essere definito politico istituzionale. La fonte di questa visione è data dal modo con cui operano le organizzazioni politiche nel mondo. Ad esempio, nel mondo l'autorità finale spetta a un presidente e un congresso, o a una corte suprema nell'area giudiziaria, oppure potrebbe riguardare un autocrate di qualche tipo. Ciò che è comune a tutti questi casi è che l'autorità finale riguarda un uomo o un gruppo di uomini al vertice di una sorta di struttura autoritaria creata dall'uomo stesso.

La visione politica istituzionale della Chiesa postula una struttura autoritativa come questa. L'autorità si fonda su una particolare struttura gerarchico-sinodale pan-ortodossa, come un concilio ecumenico o panortodosso, o nel dominio giuridico, che spetta al Patriarcato di Costantinopoli, o nella Chiesa cattolica che riguarda il Papa come autocrate [3]. Mentre in una nazione questo riflette l'effettiva auto-comprensione del sistema legale della nazione stessa, la Chiesa ha una diversa auto-comprensione.

L'altra ecclesiologia comprende la Chiesa come una struttura spiritualmente e cristologicamente centrata. L'autorità finale non dipende da qualche vescovo supremo, ma riguarda la mentalità della Chiesa nel suo insieme, che è la mentalità di Cristo. Questa mentalità diventa evidente nel tempo mentre si avviene una lotta per sottomettersi alla verità di chi è Cristo, dei suoi obiettivi, dei suoi mezzi e delle sue operazioni.
Cosa significa questo nella vita reale? Nell'ordine delle cose del mondo la decisione di un dato corpo supremo è la più autorevole possibile. Se la Corte Suprema si incontra e decide cosa significa la legge, questo determina la fine di ogni discussione. Le unica alternative sono la sottomissione o la rivoluzione.

Tuttavia, la Chiesa non ha mai avuto alcuna “legge suprema”, nemmeno i Concili pan-ortodossi. Dei Concili panortodossi chiamati dagli imperatori in occasioni speciali alcuni furono rifiutati come Concili “di ladri”, altri accettati come “ecumenici”, cioè come espressione della verità universale della Chiesa. Quale autorità ha preso la decisione di quale Concilio accettare e quale respingere? Chi decide qual’è la verità universale della Chiesa? Non è il Concilio stesso [4]. Non è una particolare Chiesa locale. Piuttosto, un Concilio ha ricevuto l’autorità di ecumenico solo dopo che vi è stato l'accordo della Chiesa nel suo insieme. Questo accordo è qualcosa che avviene organicamente, non attraverso mezzi istituzionali. Come nota San Giustino Popovich, la Chiesa è un organismo divino-umano, non un’istituzione umana.

È anche degno di nota il fatto che le decisioni di un Concilio ecumenico non siano rese autorevoli dai Concili successivi, ma i Concili successivi confermano semplicemente ciò che è già riconosciuto e accettato.

Il termine “Theotokos” è divenuto un termine autorevole per la Vergine solo dopo essere stato confermato dal Concilio? O era già prima autorevole con l'uso tradizionale e l'accordo generale, e il Concilio si limitò a riconoscerlo tra la confusione suscitata da Nestorio? Allo stesso modo riguardo i canoni. La vita disciplinare della Chiesa non viene propagata dai Concili come una sorta di precedente legale. Piuttosto, la vita disciplinare della Chiesa è parte della sua vita pastorale e pratica fondamentale e i canoni disciplinari sono emessi come risposte a situazioni storiche particolari al fine di aiutare a mantenere questa vita diritta e in ordine. A differenza di una corte suprema o di un congresso, i Concili non sono una fonte di legislazione ma, piuttosto, un centro di verità attorno al quale può avvenire un chiarimento nel mezzo della confusione.

Nella Chiesa c'è spazio per l’azione di Cristo. Non c'è nessuna suprema fonte politica di autorità per creare ordine, piuttosto l'ordine di Cristo come Logos è la base della vita della Chiesa - il suo ordine incorporato nella creazione e che trova la sua espressione più perfetta nei santi, che è una presenza attiva e viva nella vita della Chiesa. Nella Chiesa questo ordine non è promulgato come una legge fatta da un uomo, ma è riconosciuto e sottomesso in quanto proveniente da e di Cristo. C'è un mutuo riconoscimento di Cristo in ognuno e in tutti i popoli che riconoscono Cristo nei vescovi e obbediscono loro, e i vescovi riconoscono Cristo l'uno nell'altro, riconoscendo l'esempio e l'insegnamento che Cristo e i santi ci hanno lasciato su cosa siamo come Ecclesia.

Le circostanze storiche fanno pure parte dell'autorità provvidenziale che Dio gioca nell'ordine amministrativo della Chiesa. Costantinopoli fu elevata al secondo posto contro il volere di Roma, ma questo ordine fu infine accettato come parte delle circostanze storiche. I vari cambiamenti nei confini, la perdita e la reintroduzione delle autocefalie sono state condotte in misura maggiore dalle circostanze politiche. La Chiesa fa tutto il possibile per fornirsi sia stabilità che flessibilità in modo da poter meglio vivere il suo scopo di santificare le persone con cui Ella dimora. Ma questa comprensione pastorale e spirituale dell'organizzazione della Chiesa è molto diversa da una comprensione politica della sua organizzazione.

Lo scopo di un'organizzazione politica è l'autoconservazione e l'aumento del proprio potere. Si organizza per promuovere questo scopo e questa autoconservazione è intesa in termini di certi poteri, strutture e risorse materiali. Lo scopo della Chiesa è di realizzare la deificazione dell'umanità e in definitiva di tutta la creazione. Si organizza in modo tale da realizzare questo obiettivo. Quindi parte di ciò che determina l'organizzazione della Chiesa è l'economia divina.

Economia non è semplicemente una sorta di condiscendenza da parte di un'autorità nei confronti di coloro che sono gli inferiori. L'economia è piuttosto la buona gestione della famiglia di Dio per realizzare la salvezza dell'umanità. Questa opera all'interno e nonostante le mutevoli circostanze politiche. La flessibilità di questa economia è mostrata nel modo in cui la Chiesa russa fiorì spiritualmente anche quando gli zar abolirono il Patriarcato facendone una Chiesa sinodale, e continuò a produrre santi quando i comunisti abolirono l'intera struttura gerarchica del potere. Questa economia funzionò anche sotto i modi innaturali del potere ottomano con cui promuoveva o rimuoveva vari patriarchi. La santità viveva ancora e prosperò pure in questa condizione. Nessuna struttura amministrativa è assoluta nella vita della Chiesa. Piuttosto, vi è sempre un adattamento a qualsiasi circostanza buona o cattiva in cui la Chiesa si trovi. Ciò che è coerente non è una struttura istituzionale-amministrativa o una fonte di autorità, ma piuttosto un certo modo di vivere in Cristo. È la mancanza di conoscenza di questa Via che può causare tanta confusione.

Conclusione

In sintesi, possiamo dire che le attuali Chiese autocefale esistono a discrezione e buon volere di Cristo. La loro esistenza è stata determinata sotto la provvidenza di Dio come risultato di circostanze storiche. Esistono secondo l'economia di Dio - la sua decisione che questo è il modo migliore per testimoniare e portare salvezza per coloro che sono sotto la Sua cura. Le azioni del Patriarcato di Costantinopoli erano parte integrante di questa cura. Tuttavia, le nuove Chiese autocefale esistono non solo secondo il volere e il riconoscimento di Costantinopoli, ma anche secondo il buon volere e il reciproco riconoscimento reciproco.

Ciò che ha portato alla situazione attuale sono questi tre elementi: circostanze storiche, riconoscimento reciproco e leadership di Costantinopoli. Se Costantinopoli ritira la sua approvazione, ciò non invalida l'esistenza di una Chiesa autocefala, ma mette semplicemente le cose in una situazione confusa come una sedia a tre gambe con una gamba rotta che non è più stabile. Non è necessario un Concilio per approvare ciò che già esiste e viene concordato e non vi è alcuna contesa. Un Concilio è necessario solo quando viene introdotta la confusione e quindi il lavoro del Concilio è quello di individuare e contenere la fonte di confusione, proteggendo il buon ordine e la verità della Chiesa.

Nonostante ciò posso simpatizzare con il Metropolita. Senza dubbio Costantinopoli potrebbe causare molto devastazione nella Chiesa greca e forse questo è ciò che il metr. Hierotheos sta cercando di far capire. Ha paura che se la sua Chiesa non collabora, il PC potrebbe persino decidere di revocare il suo Tomos. Ricordiamo i nostri fratelli e sorelle greci nella preghiera, poiché c'è tanta pressione su di loro e crediamo anche che Dio li guidi. Sono la primo ad ammettere che non capisco i retroscena delle lotte che accadono al suo interno. Ma alla fine Cristo sosterrà coloro che lottano contro di Lui e proteggerà quanti sono Suoi.
Anna Sticklers

Fonte: http://orthochristian.com/120444.html

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Note

[1] Vedi la dichiarazione del Metropolita in https://orthodoxie.com/metropolite-hierothee-leglise-de-grece-ne-peut-pas-contester-lautocephalie-en-ukraine/?goal=0_9357f9bbb5-6a4f41d518-54362315&mc_cid=6a4f41d518&mc_eid=fd80ae5f59
Quest’articolo è stupefacente per la sua partigianeria verso l’ideologia fanariota. Stupisce ancor più se si considera che il metr- Hierotheos sa bene qual è la vera ecclesiologia ortodossa che, in queste sue ultime affermazioni, nega. Ndt.

[2] Vedi http://orthochristian.com/116617.html

[3] L’autorità papale ha avuto un’evoluzione nel tempo sl punto che se paragoniamo le affermazioni e le decisioni di Gregorio Magno, Leone III, Innocenzo III e Pio IX ci troviamo senza dubbio variazioni sostanziali che portano il papato ad essere progressivamente un’autocrazia. Con Bartolomeo, il Patriarcato Ecumenico sta oggi divenendo un’autocrazia simile e la sua ecclesiologia è oramai assai simile a quella Cattolica. Ndt.

[4] Si consideri quest'affermazione, che poi ricalca parimenti quanto accadeva nella Chiesa antica, e la si confronti con le posizioni diametralmente opposte del Cattolicesimo nel secondo millennio che ha fatto del Concilio convocato dal papa un'autorità per se stessa a cui obbedire ciecamente. Ndt.


lunedì 1 aprile 2019

"Ortodossi" ucraini, concelebrano con preti cattolici in Slovenia


È un certo tempo che m'intrattengo ad osservare la situazione religiosa ucraina  complicata dalla creazione di una nuova "Chiesa" autocefala da parte del patriarca Bartolomeo,  generosamente ricompensato secondo non poche fonti e agenzie di stampa. La creazione di questa nuova "Chiesa" autocefala è andata contro tutte le regole previste nel mondo Ortodosso, regole che avrebbero chiesto maggior prudenza, un tempo di penitenza e una nuova imposizione delle mani su tutto il clero della precedente "Chiesa" dissidente, come NON è avvenuto. Al contrario, tale nuova "Chiesa" è stata  creata  senz'alcuna procedura regolare, violando i canoni e le prescrizioni antiche e con l'impeto personalistico e dispotico di Bartolomeo  che non ha voluto sentire consigli o critiche; Bartolomeo ha fatto spargere la voce che gli slavi sono contro i greci per il suo operato, una critica che è in realtà un paravento per ben altro. Così ultimamente si è irritato che una persona tutt'altro che antiellenica e pregiudizievole verso di lui, come l'arcivescovo di Tirana, abbia avanzato forti perplessità sul suo operato per il mancato riordino di chierici i quali, rebus sic stantibus, rimangono probabilmente dei semplici laici vestiti da prete (vedi qui). Ma Bartolomeo non vuole sentire obiezioni e sembra che il fatto di concelebrare con dei possibili laici non lo sconvolga affatto dal momento che lui, e nessun altro, ha deciso che non lo sono!!!
Nata senza osservare le tradizioni che la contraddicono, questa nuova "Chiesa" ucraina, continua ad operare senza attenersi a norme precise, anzi, sembrerebbe che ne prescinde con il tacito consenso o la tolleranza di Bartolomeo dal quale, di fatto, dipende (la sua autocefalia è più apparente che reale!). Ciò fa di essa il segno di una nuova ecclesiologia scismatica, a fianco di quella antica ortodossa e, soprattutto, la rende una base privilegiata per esperimenti e novità che dovrebbero condurre il mondo Ortodosso o ciò che di esso resterà, almeno nelle intenzioni di chi lo spera, all'unione con il mondo cattolico (modernista). Non a caso si parla sempre più insistentemente che l' "Unione" tra le due Chiese è prevista per il 2025, data simbolo in quanto anniversario del I Concilio di Nicea (325). Nel frattempo le due Chiese concelebrano già: sono già avvenute diverse concelebrazioni tra ucraini "ortodossi" e greco cattolici. Ultimamente, come in una certa misura è avvenuto in Slovenia vedi qui, questi "ortodossi" ucraini hanno concelebrato anche con preti latini. Bisogna precisare che questi esperimenti e "unioni" non sono il frutto di un amore per la fede e la verità, semmai di una sua incredibile relativizzazione e, perciò, oltre a creare ulteriore confusione, espanderanno ambienti fittizi solo nominalmente cristiani ma di fatto tagliati fuori dall'Una Santa Cattolica e Apostolica Chiesa. Un vero e proprio spirito di apostasia e di pratico indifferentismo si diffonde a macchia d'olio nelle strutture ecclesiastiche dell'antica Europa...

venerdì 1 febbraio 2019

Chi governa la Chiesa?

Una testimonianza utile a tutti perché certi mali sono veramente ovunque.




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Prefazione

In un mio ultimo articolo, ho scritto:

"La missione nella maggior parte dei cinque continenti, in gran parte dell'Europa, in gran parte dell'Asia, in Oceania e nel Nord e Sud America, sta davanti a noi. Tale missione può essere realizzata solo da una Chiesa intransigente, non contaminata da interferenze statali, dal nazionalismo razzista, dall'ecumenismo laico e dal modernismo".

Un lettore mi ha scritto e ha detto che una tale Chiesa non esiste da circa 1.700 anni. Ho risposto che dobbiamo distinguere tra Chiesa e gerarchia. Poi gli ho rivolto una risposta più completa come segue.

Introduzione

In quarantacinque anni di vita ecclesiastica ho incontrato da uno a duecento vescovi [ortodossi] degli attuali 900. Credo che almeno due di loro fossero santi. Molti altri erano buoni. Tuttavia, alcuni erano cattivi, davvero terribili.

Cattivi vescovi come quelli che ho incontrato hanno traumatizzato i loro sacerdoti. I fedeli li hanno abbandonati perché nessuno può fidarsi di loro o di alcuni dei sacerdoti da essi ordinati. Tali vescovi sono al massimo celibi. (E alcuni di loro non sono nemmeno celibi - vedi sotto). Tuttavia, i celibi possono anche essere corrotti e incompetenti e persino atei. I celibi possono anche essere poco istruiti, incapaci di scrivere qualsiasi cosa, cronicamente ignoranti. Possono anche essere "sovra-istruiti" al punto che nessuno può capire le loro pompose ed esagerate filosofie. I celibi possono dimostrarsi incompetenti semplicemente perché sono troppo vecchi e malati per essere competenti, ad esempio si addormentano durante le riunioni del Sinodo. Nella loro debole vecchiaia vengono poi manipolati da donne, chiamate "vescove" russe. Tuttavia, la maggior parte delle tentazioni nelle quali ho visto cadere i vescovi riguardano sia la moralità che il potere.

Tentazioni morali 

Ce ne sono tre:

La prima è il denaro con il lusso che ne consegue. Chi non ha incontrato un vescovo greco con una lussuosa villa ad Atene? O un vescovo russo con costose auto nere? A tutto ciò si associa l'orgoglio, lo snobismo e l'elitarismo.

La seconda è sessuale. Fortunatamente la pedofilia è estremamente rara (sebbene io conosca due casi di essa nel periodo sovietico). Purtroppo, l'omosessualità è relativamente diffusa tra i vescovi della diaspora, con l'episcopato di un gruppo della diaspora noto come "la mafia gay". Questi sono noti per ordinare i loro "fidanzati" omosessuali al sacerdozio, escludendo il clero sposato e perpetuando, così, il loro vizio. È una cosa da me constatata. Poi ci sono gli eterosessuali, il più famoso dei quali è il metropolita di Kiev del periodo sovietico, il famigerato Filarete, la cui moglie aveva fatto ordinare uomini al sacerdozio in cambio di costosi regali e lusinghe. Uno da me qui conosciuto ha attinto ai fondi finanziari della Chiesa con i quali ha comprato una casa alla sua amante. Un altro voleva dormire con la moglie di un candidato al sacerdozio il quale uscì per sempre dalla sua vecchia diocesi e fu ordinato altrove da un vescovo retto. Un prete anziano (con ordinazione non canonica) della sua vecchia diocesi, che sapeva tutto delle conquiste del suo vescovo difese il prelato: "È la sua unica colpa!". Dopo alcuni anni la sua diocesi si trovò in uno stato critico. Con quanto detto, non fu nessuna sorpresa.

La terza è la vanità. I vescovi sono facilmente manipolabili. La loro vanità narcisistica è usata per privare i preti e le loro famiglie delle loro parrocchie e del loro reddito. Insulti, umiliazioni, calunnie e bullismo ne conseguono. La diocesi è governata da favoriti lusinghieri, che sostengono e ordinano elementi cattivi contro il bene. Sono applicate regole ingiuste ed assegnati premi ai favoriti corrotti. La vita pastorale soffre, i parrocchiani non vengono visitati, il gregge non vede nessun esempio dall'alto e lascia la Chiesa, poiché a nessuno importa mentre quelli che si prendono cura dei fedeli sono puniti. La pura mancanza d'amore del vescovo vanitoso e narcisista che abbandona il bene, preferendo il male, distrugge intere diocesi. L'ho visto due volte nella mia vita.

Tentazioni di potere

Ce ne sono tre:

la prima è la politica. La dipendenza irregolare dalle autorità statali porta ad azioni non canoniche. Così, per secoli i patriarchi di Costantinopoli sono stati nominati da sultani musulmani, dagli ambasciatori britannici e francesi e oggi dagli ambasciatori statunitensi. I vescovi russi furono nominati da "supervisori" laici, almeno uno dei quali era ateo. Ovviamente nel periodo sovietico. Abbiamo l'esempio dell'Ucraina di oggi in cui un presidente [...] ha costituito la sua Chiesa, esattamente come Enrico VIII in Inghilterra. Il potere corrompe ed è per questo che così tanti recenti patriarchi e vescovi di Costantinopoli sono stati massoni, cercando di corrompere i candidati al sacerdozio, da quanto so.

La seconda è l'eresia del filetismo, parola greca per indicare il razzismo. Ho visto tante chiese appoggiate su bandiere nazionali, in particolare greche, rumene, serbe e georgiane. In una cattedrale greca quarant'anni fa ho visto il metropolita greco fermare la liturgia: l'ambasciatore greco e la sua famiglia erano appena entrati e dovevano essere scortati dal diacono ai loro posti ... Questa è morte spirituale!

La terza è la dittatura. Il potere entra nella testa del vescovo che diventa un dittatore rigoroso, un "buon amministratore", un "manager efficace". Non consulta mai la gente del posto verso cui ha solo disprezzo.  Comunque, un tale vescovo è solo un burocrate spiritualmente morto. La sua diocesi muore.

Conclusione

Alcuni possono essere scandalizzati da quanto sopra e persino disperare. Dico: e allora? Non c'è nulla di nuovo su quanto detto, perché non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Il peccato è straordinariamente noioso perché è sempre la stessa vecchia realtà, vecchia ma che si ripete ancora e ancora. Visto l'elenco di cui sopra, la mia risposta è che ciò dimostra che la Chiesa è Divina. Se la Chiesa fosse una società secolare, sarebbe andata in bancarotta già molto tempo fa. Infatti la Chiesa non è governata dai vescovi e se qualche vescovo lo pensa è chiaramente pazzo. La Chiesa è governata dallo Spirito Santo. L'uomo propone ma Dio dispone. Ed è per questo che possono scagliare contro di noi tutti i vescovi di cui sopra abbiamo elencato le azioni e noi siamo ancora qui. E loro non lo sono. La vittoria è sempre nostra, perché Cristo sta dietro di noi. 

don Andrew Phillips

Tradotto da qui.

lunedì 28 gennaio 2019

Cosa fare quando un capo ecclesiastico sbaglia e il senso della Comunione Eucaristica


Alexei Osipov, teologo
Riporto parte di una lunga intervista ad un teologo russo (vedi qui), Alexei Osipov, nella quale si toccano due argomenti molto importanti e che interesseranno tutti: quando il capo di una Chiesa sbaglia pesantemente, cosa si deve fare? Che senso ha l'Eucarestia ricevuta in una Chiesa con degli errori dogmatici o morali? La risposta è decisamente in totale controtendenza rispetto alle opinioni relativiste e buoniste odierne. Buona lettura!

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[Riguardo all'azione illecita con cui il patriarca Bartolomeo ha strappato l'Ucraina dalla giurisdizione ecclesiastica di Mosca e l'ha sottoposta a sé creando una Chiesa indipendente,] si possono incontrare reazioni estreme pubblicate da alcuni zelanti ortodossi. Costoro invocano un anatema contro questo patriarca. Quale posizione dovrebbe essere considerataBartolomeo dovrebbe essere anatemizzato o bisognerebbe semplicemente pregare perché giunga alla ragione?

Le misure estreme sono definite così proprio perché sono estreme. Ed è perciò che sono prese in circostanze solo straordinarie, specialmente per quanto riguarda situazioni come questa. No, non possiamo farlo. Per anatematizzare qualsiasi primate o individuo nelle Chiese locali, è necessario un Concilio che non sia stabilito da una sola Chiesa. Se le singole Chiese iniziano a emanciparsi l'un l'altra, in cosa si trasformeranno? Far ciò è semplicemente irragionevole. Sfortunatamente amiamo gli estremi e li consideriamo come se non fossero problemi nostri. No, l'avete detto bene, dobbiamo pregare. Pregare, ma quali azioni dovremmo intraprendere? Dobbiamo agire secondo la volontà di Dio. Come agiamo secondo la volontà di Dio? Significa agire in modo ragionevole e secondo la nostra coscienza. Nella situazione attuale, mi sembra che la decisione del Sinodo, che si è tenuta a Mosca il 15 ottobre [2018], rechi quel carattere. [Il Sinodo ha invitato i fedeli a non comunicarsi nelle chiese del Patriarcato Ecumenico] ma non ha spiegato quale sia la rottura della comunione eucaristica. Non lo spiega, ma è perfettamente comprensibile. [I vescovi riuniti nel Sinodo moscovita] Non hanno detto che ci vietano di ricevere la comunione. Chi è solitamente scomunicato? Qualcuno che ha commesso gravi peccati. Se non abbiamo peccato, tale decisione riguarda qualcos'altro, come non dobbiamo avvicinarci a quel calice, così che ciò di cui parlava l'apostolo Paolo non ci accada.

Non dobbiamo giocare con cose del genere. Nell'Eucaristia, tutti diventano un solo corpo. E se, invece di diventare un solo corpo in Cristo, ci troviamo in un corpo con quelli che stanno direttamente e apertamente andando contro i comandamenti di Cristo? [*] Questo è il nocciolo della questione! È pericoloso, non dobbiamo farlo. Ciò porterà disastro alla persona che inizia a ricevere la Comunione all'interno di una Chiesa o comunità che al momento sta seriamente peccando. Il pentimento è necessario. Ma come vede, [nella questione ucraina voluta da Bartolomeo] non c'è alcun pentimento, assolutamente nessuno. Nient'altro che testardaggine. Questo è spaventoso.

[L'invito a non assumere la Comunione in una Chiesa nella quale sta avvenendo una deviazione dogmatica o morale, spesso non è capito dalla gente semplice]. C'è una chiesa proprio vicino a loro e non possono ricevere lì la comunione?
Qui dobbiamo capire cosa significa ricevere la Comunione. Questo è ciò di cui stiamo ora parlando. Dobbiamo fare una scelta. Nel corso della storia umana c'è sempre stata una scelta prima di noi [in grado di orientarci], se dovessimo commettere l'uno o l'altro peccato, o nel caso presente [andare contro la direttiva della nostra Chiesa]. Quindi, dobbiamo avere pazienza. Che dire quando le persone sono in carcere per un anno o dieci anni? Pensiamo ad esempio a san Massimo il Greco. È stato in prigione per anni e ha implorato di ricevere la Comunione, ma non gliel'hanno data. Immaginiamolo. Però qui abbiamo persone che dicono: “Com'è che non posso avere la Comunione?” Questo non è serio. L'essenza della questione è che dove lo Spirito di Dio non è presente, non ci può essere vera Eucaristia, perché Dio resiste agli orgogliosi [**]. Quindi non dovremmo mai cercare di giustificarci.

Oggi, riguardo alla proibizione della comunione eucaristica tra Mosca e Costantinopoli, ci imbattiamo nell'opinione che la cosa più importante è il Sacramento dell'Eucaristia e che questi divieti che i nostri gerarchi ci stanno costringendo non sono altro che litigi ecclesiastici. Dicono: “Se mi capita di essere in una chiesa del Patriarcato di Costantinopoli e il sacerdote esce con il Calice, con i Doni Sacri, perché non dovrei ricevere la Comunione? Dopotutto, questa è la cosa più importante per noi”. Come vede questa logica?

Apparentemente questo è ciò che la gente dice quando non conosce la storia della Chiesa e non gl'importa della sua dottrina. Ecco l'essenza della questione. Direi a queste persone: avete mai sentito parlare degli “ariani”? Era nel quarto secolo. Ne avete mai sentito parlare? Bene, un Ariano esce dal santuario con un calice. Avete intenzione di ricevere la comunione da lui? Avete sentito parlare dei Nestoriani? Mio Dio, ce ne sono stati così tanti! Non capite che quando accade uno scisma – e potrebbe succedere nel caso provocato da Bartolomeo come conseguenza delle sue azioni – ci sono due manifestazioni principali che provengono da una stessa e unica causa. Quali sono? Può accadere a causa di una violazione della dottrina della Chiesa. Chiamiamo ciò eresia. Questo era l'arianesimo. Può succedere per cause morali, quando c'è l'amore per il potere, l'orgoglio. Non è importante come. Sono uguali nella loro influenza sulla natura dell'intero insegnamento e della natura di tutta la Chiesa, che è coinvolta in questa manifestazione.
Dio resiste agli orgogliosi, scrive l'apostolo Pietro e dà grazia agli umili. Bene, quando ciò accade, quando c'è un'opposizione cosciente – sia sul percorso della dottrina o della vita morale – un'opposizione cosciente a ciò che è veramente l'insegnamento della Chiesa; cioè, quando una persona cade coscientemente nell'orgoglio, nell'amore per il potere, allora dobbiamo capire: quale spirito di Dio può esserci? Guardate solo ciò che i santi scrivono anche riguardo a una persona. Quando è valido il battesimo? Quando una persona viene immersa tre volte e una formula viene pronunciata? San Cirillo di Gerusalemme scrive che se sei ipocrita riguardo al tuo battesimo, lo Spirito Santo non ti battezzerà. Che significa? Marco l'Asceta scrive la stessa cosa: che lo Spirito Santo è dato immediatamente al battesimo a coloro che hanno fermamente fede, ma non è dato al battesimo a coloro che non credono o che credono erroneamente. Su tale argomento san Serafino di Sarov ha detto chiaramente: “Sulla terra hai ricevuto la comunione, ma in Cielo rimani senza un soldo”. San Serafino lo dice gentilmente, mentre l'apostolo Paolo scrive direttamente: “Per questo, molti di voi sono malati e muoiono”. Questo è ciò che significa semplicemente venire e ricevere la Comunione [superficialmente]. Quando la falsa dottrina, l'amore per il potere o l'eresia s'impossessano di una Chiesa, allora tutti quelli che vi si comunicano entrano in comunione mistica con ciò, anche attraverso la Comunione. Che succede? Al meglio [il comunicante] non riceve nulla. Nel peggiore dei casi, “ecco perché molti di voi sono malati e muoiono”. Allora il Signore disse in modo diretto, in parte condannando il peccato di fornicazione, che chiunque si univa con una prostituta diveniva un solo corpo con lei. Capite? Attraverso l'Eucaristia avviene la stessa unione. Se una Chiesa ha distorto il suo insegnamento, pretende potere, pretende sottomissione e pretende un primato assoluto per se stessa, cioè, se viola il principale comandamento cristiano dell'amore, con chi stiamo comunicando ? Dobbiamo capire cosa significa l'Eucaristia nel suo senso originale. E se lo sappiamo, e tuttavia ci avvinciamo al calice, allora stiamo andando contro la verità, stiamo peccando. Con cosa ci stiamo unendo? Con ciò che l'apostolo Paolo scrisse: “Quale comunione ha Cristo con Belial e la luce con le tenebre?”. Questo è un enorme pericolo. Non sto parlando di quelli che non capiscono ancora e non sanno bene. Questa è una questione completamente diversa. Dobbiamo parlarne separatamente. Ma quelli che sanno perfettamente perché è accaduto uno scisma, sanno cosa è successo, e tuttavia dicono: “Hanno portato il calice e sono pronto a ricevere la comunione”. Quindi, perdonatemi, stanno andando direttamente contro lo Spirito di verità. Come si chiama quel peccato? Bestemmia contro lo Spirito Santo!

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[*] Vorrei semplicemente sottolineare come questa prospettiva sia stata completamente persa nel Cristianesimo europeo occidentale dove esiste un rapporto individualistico tra il fedele e l'Eucarestia, come se questa non comportasse anche la comunione con una comunità ecclesiale. "Il prete sbaglia, ma prendo la comunione da lui e solo questo mi interessa", la gente dice, memore di fatto dell' "ex opere operato" (l'Eucarestia è valida per se stessa). Sì, ma senza tenere conto del contesto nel quale essa si è realizzata, i fedeli cattolici sono divenuti di fatto protestanti, relativisti e praticamente indifferentisti, proprio perché hanno comunicato con ambiti e gerarchi ecclesiastici con tali sentimenti. L'individualismo religioso e una specie di concezione magico-protettiva che non tiene affatto conto del contesto, ha contribuito ad accecare queste persone. Sono rimasti solo pochi ad avere alcune idee chiare.

[**] Quindi, al di là della validità del sacramento esiste una questione di efficacia, annullata o divenuta dannosa davanti a situazioni di negazioni dogmatiche o morali. Di questo, però, non se ne parla ed esiste una superficialità agghiacciante su tali argomenti!